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Quote by Kayte Nunn

“Jane and Noah fell silent as she opened it to the first page, a vibrant watercolor of a forest-green shrub laden with dark purple fruits, with the fruits shown in detail in a separate drawing. 'Aristotelia chilensis--- maqui berries,' said Jane. 'Full of antioxidants and touted as a "superfood" now.' There was a note in pencil at the bottom of the page. 'Leaves used for brewing chicha,' Noah read. 'Whatever that is. "Sore throats, heals wounds, painkiller",' he continued. 'Extraordinary. I can't believe the condition it's in. It's scarcely aged at all.' He turned the page to find a painting of a tall, oak-like tree with dark brown bark, oval-shaped green leaves and dense white flowers. 'Quillaja saponaria--- soapbark,' he read. 'Native soap, for the lungs and good health.”

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Work

The Botanist's Daughter

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Author

Kayte Nunn

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“I know it must have been hell for you, alone on that island for 5 years, but I'm... -But what? But was there ever a day when you were just... happy to be away from everything? No pressure from your family. No need to be the person everyone else expects you to be, was there ever a day when... -When I didn't feel lost, I felt... free? More than one and uh... Those are the days that I miss. -Huntress and Oliver, S1: E7, Arrow”

“Sooner or later, we all go through a crucible. I'm guessing your's was that island. Most believe there are two types of people who go into a crucible: the ones who grow stronger from the experience and survive it, and the ones who die. But there's a third type: the ones who learn to love the fire. They chose to stay in their crucible because it's easier to embrace the pain when it's all you know anymore,”

“Non credo che la pratica della scienza possa andar disgiunta dal coraggio. Essa tratta il sapere, che è un pro¬dotto del dubbio; e col procacciare sapere a tutti su ogni cosa, tende a destare il dubbio in tutti. […] I moti dei corpi celesti ci sono divenuti più chiari; ma i moti dei potenti restano pur sempre imperscruta-¬bili ai popoli. […] Finché l'umanità continuerà a brancolare nella sua nebbia millenaria di superstizioni e di venerande sentenze, finché sarà troppo ignorante per sviluppare le sue proprie energie, non sarà nemmeno capace di svilup¬pare le energie della natura che le vengono svelate. […] Se gli uomini di scienza non reagiscono all'intimidazione dei potenti egoisti e si li¬mitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà fonte che di nuovi triboli per l'uomo. E quan¬do, coll'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall'umanità. Tra voi e l'umanità può scavarsi un abisso così grande, che ad ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un grido di dolore universa¬le... […] Se io avessi resistito, i naturalisti avrebbero po¬tuto sviluppare qualcosa di simile a ciò che per i medici è il giuramento d'Ippocrate: il voto solenne di far uso della scienza ad esclusivo vantaggio dell'umanità. Così stando le cose, il massimo in cui si può sperare è una progenie di gnomi inventivi, pronti a farsi assoldare per qualsiasi scopo. […] Per alcuni anni ebbi la forza di una pubblica autorità; e misi la mia sapienza a disposizione dei potenti perché la usassero, o non la usassero, o ne abusassero, a seconda dei loro fini.. Ho tradito la mia professione; e quando un uomo ha fatto ciò che ho fatto io, la sua presenza non può es-sere tollerata nei ranghi della scienza”

“Non occorre davvero dilungarsi molto sull’argomento: la maggior parte degli uomini è oggi pienamente consapevole che la matematica è entrata come un demone in tutti i settori della vita. Forse non tutti credono alla storia del diavolo al quale si può vendere l’anima; ma coloro che dell’anima un po’ devono intendersene, perché in qualità di preti, storici e artisti ne ricavano buoni profitti, attestano che essa è stata mandata in rovina dalla matematica e che dalla matematica è scaturita un’intelligenza malvagia, grazie alla quale l’uomo è sì divenuto signore della terra, ma anche schiavo della macchina. L’aridità d’animo, l’orribile mescolanza di rigore nei dettagli e di indifferenza per l’insieme, la spaventosa solitudine dell’uomo in un deserto di particolari, la sua inquietudine, la malvagità, l’insensibilità, la sua sete di denaro, la freddezza e la violenza che caratterizzano il nostro tempo sarebbero da questo punto di vista solo e soltanto la conseguenza dei danni che un pensiero rigorosamente logico arreca all’anima. E così già allora, quando Ulrich divenne matematico, c’erano persone che pronosticavano il crollo della civiltà europea perché nell’uomo non albergavano più né la fede né l’amore, né l’innocenza né la bontà; e significativamente costoro, da ragazzi, quando andavano a scuola erano stati tutti piuttosto scadenti in matematica.”