Quotessence
Home / Quotes / Quote by Sándor Márai

Quote by Sándor Márai

“Quizá se tratase de eso, de no defenderse... Hay algo evidente en el ser humano, tan evidente que parece un grito: basta con no desatender la llamada. Pero "no defenderse" es casi actuar, llevar a cabo algo para lo que nos sentimos perezosos o cobardes. Quizá sea eso lo más dificil: entregarnos a la voluntad del otro, motivados por las leyes eternas de nuestro fuero interno.”

Quote by Sándor Márai

Work

Divorcio en Buda

Browse quotes and source details for this work. more

Author

Sándor Márai

Sándor Márai was a Hungarian writer renowned for his profound literary style and insightful observations on historical changes. His works extensively explore the conflicts between individuals and the times, as well as the common human experience. more

You May Also Like

“Varios especialistas conciben que la literatura es un lugar que uno habita. Y en un país acostumbrado al miedo y a la violencia, la instauración de la ficción es mucho más importante que las obras que crea porque aquí aparecen los relatos que palían nuestro desconcierto. La narrativa nos salva del agravio progresivo de la verdad; imagínense que sin ella seríamos un país enorme que se desenvuelve como una película de terror, una obra de ciencia ficción, o como una novela negra.”

“Se le ocurrió que todos cedían, transaban, consentían y participaban de un silencio encubridor. Un silencio en el que nadie delataba abusos ni atropellos, para que un mundo de mierda continuara girando sobre su propio eje. Pensó que quizás el universo entero era un convento donde pocos atropellaban con impunidad a muchos y donde los gritos quedaban atrapados entre paredes levantadas a la fuerza de terror, de sangre, de muerte".”

“Decisi che avrei scoperto chi aveva ucciso Wellington, anche se mio padre mi aveva ordinato di non ficcare il naso negli affari degli altri. Perché non faccio sempre quello che mi dicono di fare. Perché quando qualcuno mi dà degli ordini, di solito sono cose che mi confondono e che non hanno nessun senso. Per esempio quando dicono “Sta’ zitto”, ma non specificano per quanto tempo devi stare zitto. Oppure se su un cartello vedi NON CALPESTARE IL PRATO, in realtà dovrebbe esserci scritto NON CALPESTARE IL PRATO INTORNO A QUESTO CARTELLO oppure NON CALPESTARE IL PRATO DI QUESTO PARCO, perché invece ci sono molti prati su cui si può camminare. La gente non rispetta mai le regole. Mio padre per esempio va a più di 90 chilometri all’ora nelle strade dove non si devono superare i 90 chilometri all’ora, e qualche volta guida dopo aver bevuto e spesso non si mette la cintura di sicurezza quando prende il furgone. E nella Bibbia si legge Non uccidere, ma ci sono state le Crociate e due Guerre Mondiali e la Guerra del Golfo e in ognuna di queste guerre dei Cristiani hanno ucciso dei loro simili. E poi non lo capisco, quando dice “Non ficcare il naso negli affari degli altri”, perché non so cosa sono gli “affari degli altri”; io faccio un mucchio di cose con “gli altri”, a scuola, nel negozio e sul pulmino, e il suo lavoro consiste nell’andare a casa di altre persone e riparare i loro scaldabagni e l’impianto di riscaldamento. Anche questo vuol dire farsi gli affari degli altri. Siobhan mi capisce. Quando mi ordina di non fare una cosa mi dice esattamente cos’è che non devo fare. Così mi piace. Per esempio una volta mi ha detto: - Non devi mai prendere a pugni Sarah o picchiarla in nessun modo, Christopher. Anche se è lei a colpirti per prima. Se succede di nuovo, allontanati, rimani immobile e conta da 1 a 50, poi vieni da me a raccontarmi cosa ha fatto o parlane con qualche altro insegnante. Un’altra volta mi ha detto: - Se vuoi andare sull’altalena e c’è sempre qualcuno sopra, non spingerlo via. Chiedi se puoi fare un giro anche tu. E poi aspetta fino a quando non ha finito. Gli altri però quando ti danno un ordine non si comportano in questo modo. E allora sono io a decidere cosa fare e cosa non fare.”