Quotessence
Home / Quotes / Quote by Paolo Cognetti

Quote by Paolo Cognetti

Work

Le otto montagne

Browse quotes and source details for this work. more

Author

Paolo Cognetti

Browse famous quotes and profile details for Paolo Cognetti. more

You May Also Like

“Facciamo a braccetto gli ultimi passi. Siamo su. Ci abbracciamo. E’ mezzogiorno. Abbiamo raggiunto la meta dei nostri desideri, poco sotto il cielo. Oswald è completamente euforico. Grida “Siamo su, siamo su” dietro la sua maschera. Io sono felice, perché la vetta comporta anche la fine della penosa salita. La vetta significa non dover più fare nessun passo verso l'alto. Non riesco ancora ad esserne consapevole, solo le mie conoscenze mi dicono: “Questo è il punto più alto della terra”. Scattiamo le fotografie per l'album di famiglia: io, il vincitore della vetta, io, il superuomo. Io, la creatura senza fiato, io, il Reinhard su un mucchio di neve. Pian piano realizzo il freddo, il vento, la mia stanchezza. Pian piano, dopo la gioia, viene la tristezza, viene una sensazione di vuoto: una utopia è diventata realtà. Intuisco che anche l'Everest è solo un'anticima. La vera cima non la raggiungerò mai.”

“In sole poche ore conosci i tre livelli in cui è suddiviso il mondo: in basso, il cupo brontolio dell'inferno, più su ospitale pianura, dove sono state piazzate chiesa e case, e in cima il verde alpeggio con la sua vetta, una triade, una struttura del mondo alpino che plasmerà per sempre il tuo spirito. La bellezza delle montagne ti rimane impressa. Sei permeata da un autunno generoso, Dalle nubi che si specchiano nei laghi, dai sgradevoli odori dei sentieri lungo il pendio, dalla resina profumata degli abeti E pensi che il male e la stupidità appartengano solo all'uomo.”

“A Punta Penìa, [...] ho conosciuto le persone più diverse. [...] Ne ho visto il volto più vero, perché in certi contesti ti liberi da tutti i condizionamenti e dalle sovrastrutture della vita ordinaria. Forse, se ritrovassi altrove alcune di quelle persone, magari in posta o in ufficio, non sarei in grado di riconoscerle né soprattutto di stringere un legame con loro. [...] Mi dava gioia accogliere soprattutto quelli che, si vedeva, avevano lottato per farcela. Partecipavo alla loro soddisfazione.”

“Si parla tanto di uomini che conquistano le montagne, ma in realtà non va proprio così: la montagna può buttarti giù in un secondo, il tempo può cambiare improvvisamente, l’altitudine ti può letteralmente uccidere. La montagna si lascia semplicemente camminare, esistere su di essa, mentre il tuo corpo e la tua mente si scannano tra loro.”

“Almeno, - egli diceva, proseguendo il suo ragionamento, - dalle altre femmine, uno può salvarsi, può scoraggiare il loro amore; ma dalla madre, chi ti salva? Essa ha il vizio della santità... non si sazia mai di espiare la colpa d'averti fatto, e, finché è viva, non ti lascia vivere, col suo amore. E si capisce: lei, povera ragazza insignificante, non possiede altro che quella famosa colpa nel suo passato e nel suo futuro, tu, figlio malcapitato, sei l'unica espressione del suo destino, essa non ha nessun'altra cosa da amare. Ah, è un inferno essere amati da chi non ama né la felicità, né la vita, né se stesso, ma soltanto te! E se tu hai voglia di sottrarti a un simile sopruso, a una simile persecuzione, essa ti chiama Giuda! Precisamente, tu saresti un traditore, perché ti va di girare per le vie, alla conquista dell'universo, mentre che lei vorrebbe tenerti sempre con sé, nella sua dimora d'una camera e cucina!”