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Quote by Catherine Fisher

“One thing she realized soon was that the rain here was eternal. The weather must have changed since the Emperor's time, because now the tower loomed constantly in its cloud of drizzle; all the long afternoons rain trickled in runnels and gutters and spouts, spattering through gargoyles of hideous beasts and goblins that spat far down on the heads of hurrying clerks. Always the roofs ran with water; it dripped and plopped and splashed through culverts and drains, or sheeted down, a relentless liquid gurgle that never stopped, until she started to imagine that this was the song the tower sang, through all the throats and mouths and pipes of its endless body.”

Quote by Catherine Fisher

Work

The Lost Heiress

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Author

Catherine Fisher
Catherine Fisher

Catherine Fisher is a British writer born in 1957. She is known for her works in the genres of fantasy and science fiction, which have gained widespread popularity among readers. more

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“She stared out. She saw a vastness, a rising shape, indistinct in the rain, gray in the misty drizzle. At first she had thought it was a cloud, a great bank of fog drifting up over the mountains, but now she realized with a cold awe that it was real, a vast building climbing the mountainside, rising in a countless series of rooms, stairways, balconies, and galleries, far away and immense, its topmost roofs white with snow. And up there, like a needle sharp with ice, one uttermost pinnacle flew the remote black pennant of the Watch. The Tower of Song.”

“«Incolpi la gente di credere in Dio considerandola una massa di poveri illusi. Tu ti conforti nella scienza che fa solo congetture. Quali prove concrete hai a sostegno della tua tesi della malattia da cinquecento milioni di dollari?». Scossi la testa come per dire che non ne avevo, ed era la verità. Ipotesi più accreditata non è sinonimo di certezza. È solo più facile per me da accettare, com’è più semplice per chi ha fede pensare che i vampiri siano i dannati terreni che Dio non vuole nemmeno all’inferno. Una lacrima mi rigò la guancia e immediatamente Adam sciolse la presa ad un passo da quella che sarebbe potuta essere la mia fine. Rimasi sdraiata nella stessa posizione in cui mi aveva costretto, supina, e ricominciai a respirare gradualmente senza allontanare i miei occhi dai suoi. Era bello tornare a vivere sotto il suo sguardo. Si avvicinò ulteriormente al mio viso parlandomi sopra le labbra. Le sfiorò più volte con le sue, senza il minimo proposito di baciarmi. «Forse potrebbe essere la morte la vera malattia e noi la legittima cura. Guardami, Elizabeth» bisbigliò alzandomi il mento col pollice. «Ho quasi duecentocinquanta anni e non ne dimostro nemmeno trenta. Magari tra qualche anno scoprirete le origini della patologia che ammorba gli angeli, e allora la rivenderete a coloro che vorranno volare».”

“Presi in disparte Ryan, sistemandogli la cravatta per non dare nell’occhio. «Fammi un favore. Resta qui e, quando mi girerò verso di te, fissami nella maniera più tenebrosa e scocciata che puoi». «Tenebrosa?». «Sì, beh… hai presente, no?». «No». Gli riassestai il bavero del cappotto, cercando una definizione che non scadesse nel solito stereotipo. «Guardami come se fossi un vampiro cattivo». Ryan si lasciò scappare una risata monosillabica alla Al Pacino. «Tu vuoi lo sguardo di un voivoda, e io non lo sono mai stato». «Improvvisa». Il vampiro piegò il capo in un gesto d’intesa. «Sei tu la stratega, Elizabeth». Masticò il mio appellativo, spolpandolo fino a raschiarne il nocciolo. Com’è che si dice? Se vuoi qualcosa, o qualcuno, prima devi far tuo il suo nome. Quel millenario, nel più assurdo dei momenti, e nel più sbagliato dei luoghi, aveva fatto l’amore con tutte e nove le lettere del mio.”

“Amintirile din trecutul său deveniseră mult mai puternice acum. Se convinsese că avea să și-o scoată din minte și suflet. Căpătase toată cruzimea pe care o dorise. Jurase să o urască atât de mult pe cât o iubise, să o deteste pentru nefericirea pe care i-o oferise. Își promisese multe lucruri, dar nu reușise să le îndeplinească. Cu fiecare moment în care era vulnerabil cădea și mai mult, ceda durerii care-l mistuise din prima clipă în care o văzuse.”

“...vampiri, esseri di cui non avrei mai considerato l’esistenza, avevano annientato la mia famiglia, cambiato la mia vita in modo irreversibile. Vivono tra noi, alcuni pacifici, altri sanguinari e io avevo avuto la sfortuna di imbattermi in uno dei più malvagi e spregevoli della terra, una bestia che senza pietà e senza scrupoli si era divertita a uccidere tutti i miei cari e aveva lasciato me per ultima, facendomi soffrire le pene dell’inferno. Per gioco, per errore, ero viva...”

“«Non ti è chiara una cosa, voglio godermi il calore del tuo corpo fino in fondo. Sai che voglio dire? Non vorrei consumare prima della tua consacrazione alla famiglia, ma è così difficile resisterti», disse accarezzandomi il viso, mentre l’altra mano mi sollevava la veste scorrendo sulla gamba. Il suo tocco gelido mi fece venire i brividi. «Cassian, ti prego», mugolai. «Shhhh… Rilassati», disse lui sfiorando le mie labbra con le sue. «Non vorrai approfittare così della situazione, sei un gentil uomo!», ribattei agitata. «Magari un assaggino posso concedermelo», sussurrò vicino al mio orecchio, mentre la sua mano era arrivata alla coscia.”