“Di solito le decisioni radicali si prendono per sé, non per due. Vorrei che qualcuno mi consigliasse, che mi dicesse: tra dieci anni, tuo figlio sarà felice di possedere questo. Tra vent’anni, avrai bisogno di quello. Tra cinquanta, ti piacerà guardare quell’oggetto. E invece devo farlo da solo. Per poi assumermi la responsabilità delle mie scelte. Fissare l’amore di una vita intera nell’istante in cui si è spezzato. Poi scomporlo in immagini e in istanti. Sistemarlo, classificarlo per farlo stare in tante scatoline, dove possa rivivere. Fare posto a loro, a lei, immaginare lo spazio tutto intero, respirando l’esistente scomparso, il continente inghiottito. Non sono attaccato alle cose, la proprietà mi lascia indifferente e trovo i beni ingombranti. Da sempre, non accumulo, non colleziono, non metto da parte patrimoni. Tento di scrivere una storia.” RicordiAntoine LeirisNoi DueRicominciareAdultiCollezioneConservare Book:La Vie, après Source: La Vie, après
“Avevamo quarantadue anni quando rapimmo la luna. Ed era notte, certo, perché son bravi tutti a rapire la luna di giorno quando dorme o è distratta; o quando è mattina. Guardi il cielo, non la vedi, e puoi raccontare a chiunque la bugia di essertela messa in tasca. No, non è così che si rapisce la luna. Si fa di notte, si fa al buio, si fa per un motivo. E poi si fa davvero. Altrimenti non funziona. Avevamo quarantadue anni quando rapimmo la luna, ma a essere precisi, quarantadue anni, li avevamo in tre: quattordici io, quattordici Ismaele e quattordici Sofia. Eravamo adulti un terzo a testa: ecco perché ci siamo riusciti, perché non era ancora troppo tardi.” TempoFantasiaSognoLunaAdultiRubare Book:L'atlante dell'invisibile Source: L'atlante dell'invisibile
“Parlare con lui m'infondeva una piacevole sensazione di familiarità, come accade con certi personaggi secondari della nostra infanzia: il gestore del negozio di fumetti, il venditore di caramelle... nonostante il tempo trascorso questi individui sono incapaci di considerarci come gli strani adulti che siamo diventati, e continuano invece a guardarci come i bambini che non abbiamo mai smesso di essere.” InfanziaAdulti Book:Quattrocento Source: Quattrocento