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L'alba dell'uomo

Book by Carlo Alberto Pinelli · 6 quotes · Antropologia, Mito, Genocidio Culturale

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L'alba dell'uomo Quotes

“Non esiste religione senza racconti mitici. [...] Il mito risponde alla necessità che ha l'uomo di capire quello che accade intorno a lui; nasce dal suo bisogno di dare un ordine comprensibile (non importa se vero o falso) alla realtà che lo circonda; grazie alla mitologia ogni religione acquista anche il significato importantissimo di una sistemazione globale del cosmo; ed è proprio questa funzione "conoscitiva" e sapienziale che divide più nettamente la religione dalla magia.”

“Il totemismo presuppone e regola una società divisa in un certo numero di clan che credono di trarre la loro origine da un mitico antenato comune, animale o vegetale. Il totem è il segno distintivo del clan, la sua bandiera; per questo viene venerato e rispettato. Generalmente i membri del clan evitano di cibarsi degli animali ai quali sono legati da parentela attraverso il comune avo totemico; però hanno l'obbligo di mangiarli durante particolari occasioni rituali; in quel caso si crede che il banchetto "antropofago" garantirà magicamente l'abbondanza della specie in questione; il vantaggio ovviamente andrà solo agli altri clan della tribù; i loro membri infatti potranno cacciare per tutto l'anno quell'animale, senza temere di vederlo scomparire. Il totemismo ha dunque un significato sociale evidente: rafforza l'identità interna di ciascuno e ne sviluppa l'altruismo.”

“Tutti i gruppi di paleoculture della terra, anche i più sperduti e dimenticati, rivelano in ogni loro manifestazione un'eccezionale ricchezza di sentimento e una particolare vivacità di affetti. La vita di comunità rende assai naturale la manifestazione più profonda di questi e di altri sentimenti. Gli affetti familiari hanno sfumature delicate e si potrebbe dire che essi siano tanto più esemplari quanto più il gruppo appartenga a un tipo di civiltà arcaico. [...] Un tempo i selvaggi erano immaginati nell'atto di esprimersi a gesti con poche parole rudimentali; le lingue delle popolazioni primitive sono invece quando di più complesso e pregnante serva a descrivere le minime sfumature di ambienti, circostanze, sentimenti.”

“Uomini che fino a ieri erano padroni del loro destino, in quella foresta che era il loro mondo, portano ora mucchi di rifiuti che s'accumulano nelle profonde buche scavate dai bulldozer; non è nemmeno l'integrazione del lavoro della miniera o nell'interno degli impianti. È un impiego che (sembrerebbe volutamente) lascia gli aborigeni ai margini delle strade dei bianchi e della loro civiltà. Non più liberi cacciatori, ma solo miserabili raccoglitori di rifiuti altrui. Per questo, forse, l'aver incontrato dopo questi gruppi "integrati" di Gove, i gruppi ancora liberi di Oenpelly ha avuto per me un senso particolare. È stato come avere la diretta misura del fenomeno che antropologi ed etnologi chiamano acculturazione; la misura di un assassinio culturale collettivo, in nome del progresso. La morte di civiltà diverse, siano esse quelle di centinaia di milioni di uomini - in Africa, nell'Asia del Sud, in America meridionale e centrale - sia quella di poche migliaia di individui come gli aborigeni d'Australia.”