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La libertà

Book by John Stuart Mill · 7 quotes · Società, Abuso, Democrazia

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La libertà Quotes

“Chi lascia al mondo o alla parte di mondo in cui vive il compito di scegliere in sua vece il progetto della propria vita non ha bisogno di altre facoltà se non l'imitazione, la facoltà delle scimmie. Chi sceglie da sé il progetto della propria vita impegna invece tutte le proprie facoltà. Deve usare l'osservazione per vedere, il ragionamento e il giudizio per prevedere, l'attività per raccogliere elementi utili alla sua decisione, il discernimento per decidere e, una volta presa una decisione ponderata, fermezza e autocontrollo per attenervisi. [...] Potrà anche capitargli di farsi condurre su una buona strada e di tenersi alla larga dalla strada cattiva pur non facendo nulla di tutto ciò: ma lui, come essere umano, che valore avrà a confronto con gli altri?”

“Se c'è qualcuno che contesta un'opinione comunemente accettata, o che lo farebbe se solo la legge o l'opinione pubblica glielo consentissero, non abbiamo che da ringraziarlo, spalancare la nostra mente per ascoltarlo, rallegrarci che ci sia qualcuno pronto a fare per noi quel che ci costerebbe ben più fatica fare da soli, sempre che almeno un po' ci importi della certezza o della vitalità delle nostre convinzioni.”

“La fede dell'individuo in questa autorità collettiva non vacillerà minimamente, neanche quando si renderà conto che altre epoche, altri Paesi, sette, chiese, classi e partiti hanno pensato esattamente il contrario, e magari lo pensano ancora. Egli trasferisce al proprio mondo la responsabilità di aver ragione, di fronte al dissenso dei mondi altrui; e non lo turba mai il pensiero che solo un puro caso ha deciso quale di questi numerosi mondi sia oggetto della sua fiducia, e che le stesse cause che han fatto di lui un anglicano a Londra, avrebbero potuto farne un buddista o un confuciano a Pechino.”

“Il che esercita il potere non è sempre quello stesso popolo sul quale il potere viene esercitato; e l' di cui si parla non è il governo di ognuno su se stesso, ma quello che su ognuno hanno tutti gli altri. Inoltre, volontà del popolo significa in pratica la volontà della parte più numerosa e più attiva del popolo : la maggioranza, ossia coloro che son riusciti a farsi accettare come maggioranza; ne consegue quindi la possibilità che il popolo desideri effettivamente opprimere una parte dei propri componenti: contro questo abuso di potere, non meno che contro qualsiasi altro abuso, occorre prendere delle precauzioni.”

“Il "popolo" che esercita il potere non è sempre quello stesso popolo sul quale il potere viene esercitato; e l'"autogoverno" di cui si parla non è il governo di ognuno su se stesso, ma quello che su ognuno hanno tutti gli altri. Inoltre, volontà del popolo significa in pratica la volontà della parte più numerosa e più attiva del popolo : la maggioranza, ossia coloro che son riusciti a farsi accettare come maggioranza; ne consegue quindi la possibilità che il popolo desideri effettivamente opprimere una parte dei propri componenti: contro questo abuso di potere, non meno che contro qualsiasi altro abuso, occorre prendere delle precauzioni.”

“Coloro le cui opinioni vanno sotto il nome di opinione pubblica non sono sempre gente dello stesso tipo: in America, è tutta la popolazione bianca; in Inghilterra, soprattutto la classe media. Ma sempre di masse si tratta, cioè di una mediocrità collettiva. E una novità ancor maggiore e che la massa non attinge le sue opinioni dai prelati della Chiesa o dai dignitari dello Stato, da qualche capo riconoscibile oppure dai libri: a pensare in loro vece sono degli uomini esattamente come loro, che si rivolgono a loro o parlano a loro nome attraverso i giornali, sull'estro del momento. Non mi sto lamentando di tutto ciò. Non voglio affermare che ci sia qualcosa di meglio da proporre, in una situazione di così basso livello come quella in cui oggi versa la mente umana. Ma ciò non toglie che il governo della mediocrità resti un governo mediocre.”

“La cruda verità è questa: si può anche dire di voler rendere omaggio alla superiorità intellettuale, reale o presunta, e magari lo si fa pure davvero; ma la tendenza generale in tutto il mondo è quello di assegnare il predominio alla mediocrità. Nel mondo antico, nel Medioevo e, in misura via via decrescente, in tutto il periodo di transazione che va dal feudalesimo fino a oggi, l'individuo costituiva un potere a sé: e quando aveva o un gran talento o una posizione sociale elevata, era un potere considerevole. Oggi, gli individui si perdono nella folla.”