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Michela Murgia Quotes

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Famous Michela Murgia Quotes

“Pagani e giudei potevano avere idee diverse su Dio, ma sulla donna avevano di sicuro la stessa. Il problema non era il fatto che Dio fosse «solo uno», ma chi dovesse essere il suo corrispettivo sociale, cioè l'uno che nella società aveva il potere di occupare la casella di Dio con la sua faccia. Se qualche categoria doveva essere esclusa, era più logico fosse una sottomessa, impossibilitata a opporsi al suo annichilimento. Sia nel mondo giudaico di partenza sia in quello greco-romano di arrivo c'erano persone - donne e bambini, schiavi, poveri e stranieri - che erano meno persone di altre, o non lo erano affatto, e a stabilirne la dignità erano gli uomini, cittadini, i patriarchi e i ricchi padroni. Per chi era già alI'apice della scala sociale, la svolta storica del cristianesimo di Stato fu una manna dal cielo: disegnare Dio a propria immagine fu il modo in cui le classi privilegiate riuscirono a rendere letteralmente sacrosanto il dislivello dei diritti che c'era da prima.”

“«Come fai a tenere insieme la tua fede cattolica e il tuo femminismo? Non la senti la contraddizione?» Da anni ho smesso di tenere il conto delle occasioni in cui mi è stata rivolta questa domanda. Non ho smesso però di cercare la risposta, perché la questione che le sta dietro è fondata. Come si può essere femministə e persino attivistə quando si ha fede nel Dio in nome del quale si inginocchia unasistema religioso cosí patriarcale e inflessibile al cambiamento culturale? Come conciliare le proprie certezze spirituali con il dubbio di stare collaborando al mantenimento di un'istituzione maschilista plurimillenaria, che pratica la discriminazione nelle sue stesse strutture, prima ancora che nella sua dottrina? Non è una domanda per le donne, ma per ogni persona credente, perché tocca l'idea del Dio che condividiamo, ben prima di quella che abbiamo di noi singolarmente.”

“La fede è cultura, non natura, quindi c'è stato di sicuro un tempo in cui credente non lo ero ancora, ma dentro una trappola articolata come quella dell'educazione di un essere umano in comunità, che comincia dalla nascita e non molla la presa in nessuno dei momenti della crescita, capire dove hanno inizio le cose è complicato. Mi è dispiaciuto che i miei genitori non abbiano aspettato raggiungessi l'età della ragione per istruirmi alla fede, perché in fondo penso che il battesimo neonatale, prescindendo dal consenso, sia una specie particolare di violenza su minore.”

“Senza maschi Il cristianesimo cattolico, per quanto nella dottrina sia saldamente in mano ai maschi, nella prassi parrocchiale ha attratto soprattutto donne e bambini, il che dice già tanto del fatto che il suo messaggio presenti forse più contraddizioni con un certo modo di pensare la maschilità che non con il femminismo. Perché un culto riconosciuto come strutturalmente maschilista attira cosí poco i maschi? Perché secondo una certa idea di virilità l'uomo deve vivere la fede con pudore e riserbo, quasi vergognandosene. La maschilità tossica non ammette che manifesti in maniera troppo aperta gesti ispirati alla misericordia, alla dolcezza d'animo, alla cura e alla volontà di perdono, considerate mollezze di cuore delle femmine. Il cristianesimo, col suo Gesú morto inchiodato alla croce o il cuore esposto grondante sangue, non è una religione per maschi alfa.”

“Pagani e giudei potevano avere idee diverse su Dio, ma sulla donna avevano di sicuro la stessa. Il problema non era il fatto che Dio fosse «solo uno», ma chi dovesse essere il suo corrispettivo sociale, cioè l'uno che nella società aveva il potere di occupare la casella di Dio con la sua faccia. Se qualche categoria doveva essere esclusa, era più logico fosse una sottomessa, impossibilitata a opporsi al suo annichilimento. Sia nel mondo giudaico di partenza sia in quello greco-romano di arrivo c'erano persone - donne e bambini, schiavi, poveri e stranieri - che erano meno persone di altre, o non lo erano affatto, e a stabilirne la dignità erano gli uomini, cittadini, i patriarchi e i ricchi padroni. Per chi era già all'apice della scala sociale, la svolta storica del cristianesimo di Stato fu una manna dal cielo: disegnare Dio a propria immagine fu il modo in cui le classi privilegiate riuscirono a rendere letteralmente sacrosanto il dislivello dei diritti che c'era da prima.”