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Michela Murgia Quotes

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Famous Michela Murgia Quotes

“Pagani e giudei potevano avere idee diverse su Dio, ma sulla donna avevano di sicuro la stessa. Il problema non era il fatto che Dio fosse «solo uno», ma chi dovesse essere il suo corrispettivo sociale, cioè l'uno che nella società aveva il potere di occupare la casella di Dio con la sua faccia. Se qualche categoria doveva essere esclusa, era più logico fosse una sottomessa, impossibilitata a opporsi al suo annichilimento. Sia nel mondo giudaico di partenza sia in quello greco-romano di arrivo c'erano persone - donne e bambini, schiavi, poveri e stranieri - che erano meno persone di altre, o non lo erano affatto, e a stabilirne la dignità erano gli uomini, cittadini, i patriarchi e i ricchi padroni. Per chi era già alI'apice della scala sociale, la svolta storica del cristianesimo di Stato fu una manna dal cielo: disegnare Dio a propria immagine fu il modo in cui le classi privilegiate riuscirono a rendere letteralmente sacrosanto il dislivello dei diritti che c'era da prima.”

“La vecchiaia femminile nella fiabe è un posto dove nessuna vuole andare. In questo tipo di racconto le donne più anziane, che hanno perso la freschezza di un tempo, sono spesso crudeli e invidiose verso le fanciulle, ancora avvenenti in un mondo dove attirare lo sguardo degli uomini è la massima ambizione per ogni creatura di sesso femminile. La vecchiaia delle donne non è saggia né desiderabile, ma rancorosa e sulla difensiva di fronte alla gioventù altrui. La hellezza e la gioventù vanno in parallelo: la protagonista è sempre incantevole, le donne che la odiano sono brutte e la detestano per questo. La leggenda nera delle donne che sarebbero le peggiori nemiche delle donne si fonda su questi due assunti, ma in realtà ci dice pochissimo delle donne e moltissimo degli uomini che cosí le hanno concepite. Gli autori della fiaba erano infatti maschi e, poiché sono loro a volere per sé belle fanciulle, suppongono che anche le donne non desiderino che soddisfare tale desiderio.”

“Quando leggiamo Cenerentola (e tutte le altre) è utile ricordare che non stiamo guardando le donne come sono, ma come gli uomini di cultura patriarcale le hanno immaginate e forse, in fondo, ancora le immaginano. Le donne di queste fiabe consumano le proprie vite senza orizzonte: lo scenario in cui si muovono è spesso rappresentato dalle quattro mura di un'abitazione. Non le vedremo mai vivere avventure, compiere missioni all'esterno, avere grandi aspirazioni o mirare a compiti sociali: il loro scopo è uscire dalla casa del padre per ri-accasarsi in quella del marito. Se sono sfortunate svolgono le faccende domestiche, se invece sono fortunate sposano un uomo che possa far sgobbare qualcun'altra al posto loro.”

“Pagani e giudei potevano avere idee diverse su Dio, ma sulla donna avevano di sicuro la stessa. Il problema non era il fatto che Dio fosse «solo uno», ma chi dovesse essere il suo corrispettivo sociale, cioè l'uno che nella società aveva il potere di occupare la casella di Dio con la sua faccia. Se qualche categoria doveva essere esclusa, era più logico fosse una sottomessa, impossibilitata a opporsi al suo annichilimento. Sia nel mondo giudaico di partenza sia in quello greco-romano di arrivo c'erano persone - donne e bambini, schiavi, poveri e stranieri - che erano meno persone di altre, o non lo erano affatto, e a stabilirne la dignità erano gli uomini, cittadini, i patriarchi e i ricchi padroni. Per chi era già all'apice della scala sociale, la svolta storica del cristianesimo di Stato fu una manna dal cielo: disegnare Dio a propria immagine fu il modo in cui le classi privilegiate riuscirono a rendere letteralmente sacrosanto il dislivello dei diritti che c'era da prima.”