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Winston Graham

Winston Graham Quotes

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Famous Winston Graham Quotes

“I have little use for religion as it is practiced, or for astrology, or for belief in witchcraft or omens of good or ill-luck. I think they all stem from some insufficiency in men’s minds, perhaps from a lack of a willingness to feel themselves utterly alone. But now and then I feel that there is something beyond the material world, something we all feel intimations of but cannot explain. Underneath the religious vision there is the harsh fundamental reality of all our lives, because we know we must live and die as the animals we are. But sometimes I suspect that under that harsh reality there is a further vision, still deeper based, that comes nearer to true reality than the reality we know.”

“Yet, although he could not quite work this out in simple terms in his own mind, the very savour of life, he thought, was itself enhanced if it were not totally taken for granted. Perhaps it was something to do with the whole philosophy of the world into which we were born. If we lived for ever, who would look forward eagerly to tomorrow? If there were no darkness, should we appreciate the sun? Warmth after cold, food after hunger, drink after thirst, sexual love after the absence of sexual love, the fatherly greeting after being away, the comfort and dryness of home after a ride in the rain, the warmth and peace and security of one’s fireside after being among enemies. Unless there was contrast there might be satiety.”

“Yes, it was a "beautiful" sermon, tugging the emotions and conjuring up pictures of greatness and peace. But were they talking about the decent peppery ordinary old man he knew, or had the subject strayed to the story of some saint of the past? Or were there perhaps two men being buried under the same name? One perhaps had shown himself to Ross, while the other had been reserved for the view of men like William-Alfred. Ross tried to remember Charles before he was ill, Charles with his love of cockfighting and his hearty appetite, with his perpetual flatulence and passion for gin, with his occasional generosities and meannesses and faults and virtues, like most men. There was some mistake somewhere. Oh well, this was a special occasion...But Charles himself would surely have been amused. Or would he have shed a tear with the rest for the manner of man who had passed away?”

“Due anni all’estero gli avevano fatto dimenticare la mentalità ristretta della sua gente. Per loro anche chi viveva a due o tre miglia di distanza era uno straniero. Il fatto che qualcuno avesse allontanato da casa, a dieci miglia da lì, una ragazzina, per di più minorenne, era abbastanza per infiammare ogni genere di passione e pregiudizio, poco importava che lei fosse stata più che felice di seguirlo. Ross si era lasciato guidare dalla sua umanità e adesso lo accusavano di essere un rapitore. Be’, che i cani abbaiassero pure.”

“«Per me, Verity, l’inverno è finito. L’inverno e molto altro. Senza di te, non so che cosa ne sarebbe stato di me. Se ora l’inverno sta arrivando per te, pensi che potrei mai rifiutarmi di aiutarti solo perché vedo le cose in un altro modo? Non posso farmi piacere l’idea che tu sposi Blamey, ma questo è solo perché il tuo benessere mi sta immensamente a cuore. Questo però non significa che non ti aiuterò in ogni modo possibile.»”

“La ragazza era come un giovane animale che per quattordici anni era stato costretto a portare i paraocchi, a tenere lo sguardo fisso sulla sua angusta vita domestica e a dedicarsi solo ai compiti più elementari; per i primi nove anni della sua vita, era stata legata a doppio filo alla madre, in un rincorrersi di malattie, maltrattamenti, povertà e gravidanze, e per gli ultimi cinque aveva dovuto affrontare le stesse cose da sola. Non c’era da sorprendersi che ora il suo corpo e la sua mente stessero cambiando. Nel giro di quattro mesi crebbe di quasi tre centimetri e il suo interesse per i fiori divenne il simbolo della sua visione del mondo sempre più ampia. Aveva preso l’abitudine di pettinarsi i capelli e legarseli sulla nuca, dove a volte riusciva a farli stare, rivelando così i tratti del suo viso. Era graziosa ed espressiva, aveva la pelle chiara e occhi intelligenti e sinceri.”

“L’anno passato si era lasciata trasportare da una corrente fatta di abitudini. E avrebbe potuto continuare così, senza una protesta, fino a diventare una donna di mezza età soddisfatta e priva di ambizioni. Ma, d’ora in poi, avrebbe dovuto nuotare contro corrente, senza trovare alcuno stimolo nella lotta, ma solo amarezza, rimpianto e frustrazione. Restò seduta nella sua camera, da sola, poi giunse l’oscurità e le ombre, simili a braccia, si chiusero su di lei offrendole conforto.”

“Si alzò e cercò di dire qualcos’altro, ma poi di colpo si inginocchiò accanto alla sua poltrona, gli posò la testa sulle ginocchia e prese a singhiozzare. Lui abbassò lo sguardo su di lei, sui suoi capelli neri che cominciavano a spettinarsi, sul bagliore del suo collo. Le sfiorò i capelli che raccoglievano luci e ombre scure. «Piccola...» disse. «Rimani se vuoi.» Lei cercò di asciugarsi gli occhi che continuavano a riempirsi di lacrime. In quel momento, per la prima volta, lui la toccò, la fece alzare. Solo un giorno prima quel contatto non avrebbe significato niente. Senza averne veramente l’intenzione, Demelza si sedette sulle ginocchia di lui. «Tieni.» Ross prese il suo fazzoletto e le asciugò gli occhi. Poi la baciò sulla guancia e le accarezzò il braccio cercando di sentire quel gesto come qualcosa di paterno. La sua autorità era scomparsa. E la cosa non aveva alcuna importanza.”

“Era prassi comune per i giovani ricchi portarsi a letto le sguattere. La differenza era che non le rapivano quando erano ancora minorenni. Be’, adesso lei era grande, grande abbastanza da sapere quello che voleva e sveglia abbastanza da intuire quello che voleva lui ancora prima di lui. Che problema aveva? Gli mancava il senso dell’umorismo che avrebbe potuto vivacizzargli l’esistenza? Ogni sua azione doveva essere per forza mortalmente seria? Un peso che schiacciava mente e mani? L’amore era uno svago; tutti i poeti ne avevano decantato la leggerezza, la levità; solo gli ottusi sollevavano barriere di ideali e di coscienza. L’aria era immobile quella sera. Era raro che la temperatura restasse così alta fin dopo il tramonto.”

“Quella sera niente gli sembrava chiaro. Coloro che declamavano parole dolci erano per forza i migliori consiglieri? Sì, la finestra era spalancata. Scostò le tende e guardò fuori. Nei suoi ventisette anni di vita, aveva elaborato una sorta di filosofia del comportamento. Era pronto a sbarazzarsene la prima volta che veniva messa alla prova? Sentì bussare alla porta. «Avanti» disse. Si voltò. Era Demelza, con una candela. Lei non parlò. La porta si chiuse alle sue spalle. Non si era cambiata e i suoi occhi erano grandi e luminosi. «Cosa c’è?» chiese lui. «Il vestito.» «E allora?» «Il corpetto si slaccia da dietro.» «E allora?» «Non riesco ad arrivare ai gancetti.» Lui la guardò accigliato per un momento. Lei si avvicinò lentamente, si voltò e appoggiò goffamente la candela sul tavolo. «Mi dispiace.» Lui cominciò a slacciarle il vestito. Lei sentì il suo respiro sul collo. Era rimasta un’unica cicatrice di tutte quelle che aveva visto mentre procedeva sulla via del ritorno dalla fiera di Redruth. Le sue mani toccarono la pelle fresca della sua schiena. All’improvviso scivolarono all’interno del vestito e le cinsero la vita. Lei piegò indietro la testa appoggiandola sulla spalla di lui, che la baciò finché la stanza non divenne buia davanti ai suoi occhi. Ma ora, nel momento in cui la vittoria era completa, lei sentì di dover confessare il suo inganno. Non poteva morire senza confessarsi. «Ho mentito» sussurrò, piangendo di nuovo. «Ho mentito sui gancetti. Oh, Ross, non prendermi se mi... odi. Ho mentito... ho mentito...» Lui non disse niente, perché ora niente aveva importanza, né le menzogne, né i poeti, né i principi, né le riserve della mente o del cuore. La lasciò andare e accese un’altra candela.”