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Quote by Jean-Claude Izzo

“Perché non riusciva a decidersi? Che cosa ci guadagnava a stare in mare, lontano da chi amava? Quale maledizione aveva colpito lui e tanti altri, che non trovavano il senso della vita se non lontano da ogni attracco?”

Quote by Jean-Claude Izzo

Work

Les Marins perdus

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Author

Jean-Claude Izzo
Jean-Claude Izzo

Jean-Claude Izzo was a French poet known for his distinctive literary style and profound depiction of life in Marseille. His works, which blend poetry, novels, and prose, have been highly appreciated by readers. more

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“Quella macchia laggiù, che rosseggiava al tramonto e che questo crepuscolo fa buia, riempie a volte il mio animo di un'indicibile angoscia. Eppure sappiamo con certezza che il Male, qualunque sia la sua astuzia, la sua potenza, non prevarrà. Tutto è possibile a Dio. Una forza dolce, paterna, può intervenire negli avvenimenti decisivi, perfino il miracolo, cioè un intervento visibile di Dio. Noi cristiani e credenti se sappiamo che una persona è in pericolo di morte,siamo pronti ad intervenire, e se non sarà la terra a smuoversi, muoveremo il cielo. Ecco cosa significa credere in Dio. L'eternità e il suo mistero d'amore. Respingere con tutte le proprie forze l'idea del nulla. É terribile, apre abissi l'idea del nulla.”

“- Ora giudico più di quanto non fossi solita un tempo - diceva a Isabel - e mi sembra anche di essermene guadagnata il diritto. Non si può giudicare fino a quarant’anni; fino ad allora si è troppo impazienti, troppo duri, troppo crudeli, e per giunta davvero troppo ignoranti. Mi dispiace per voi; dovrà passare molto tempo prima che abbiate quarant’anni. Ma ogni guadagno è anche una perdita; penso sovente che dopo i quaranta non si sa più sentire davvero. Freschezza, immediatezza non ci sono più. Voi le conserverete più a lungo di molti altri; sarà una grande soddisfazione per me vedervi di qui a qualche anno. Voglio vedere che farà di voi la vita. Una cosa è certa: non vi potrà guastare. Potrà sbattervi orrendamente qua e là, ma la sfido a distruggervi. Isabel prese questa dichiarazione così come un giovane soldato, ansimante ancora dopo una leggera scaramuccia dalla quale è uscito con onore, potrebbe prendersi dal suo colonnello una manata sulla spalla. Proprio come un riconoscimento di questo genere, essa sembrava provenire da persona d’autorità. Come poteva anche una parolina sola non fare questo effetto, venendo da una persona che, quasi a tutto quel che Isabel le diceva, era pronta a dire: «Oh, l’ho provato anch’io, mia cara; passa, come ogni altra cosa»? Su molti dei suoi interlocutori Madame Merle avrebbe potuto produrre un effetto irritante; farla stupire era di una difficoltà sconcertante. Ma Isabel, benché fosse tutt’altro che incapace di desiderare di far effetto, non aveva questa voglia per il momento. Era troppo sincera, troppo interessata alla sua sagace compagna. E inoltre Madame Merle non diceva mai tali cose in tono di trionfo o di millanteria; se le lasciava cadere dalle labbra come fredde confessioni.”