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Quote by Martín Balarezo García

“Las guerras y las conquistas, o el temor a ellas, suelen abrir las puertas del cielo y el infierno, del desarrollo y el atraso, de la abundancia y las miserias, pero tarde o temprano serán innecesarias.”

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Martín Balarezo García

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“I am no ecological Pollyana. I have borne, and will continue to bear, feelings of wholehearted melancholy over the ecological state of the earth. How could I not? How could anyone not? But I am unwilling to become a hand-wringing nihilist, as some environmental 'realists' seem to believe is the more mature posture. Instead, I choose to dwell, as Emily Dickinson famously suggested, in possibility, where we cannot predict what will happen but we make space for it, whatever it is, and realize that our participation has value. This is grown-up optimism, where our bondedness with the rest of creation, a sense of profound interaction, and a belief in our shared ingenuity give meaning to our lives and actions on behalf of the more-than-human world.”

“Y que el virtuoso merece ir al cielo. Pero, como psicólogos, sabes que la virtud no es la condición única o suficiente de la experiencia visionaria bienaventurada. Saben que las obras nada puede por sí solas y que es la fe, o acaso la amorosa confianza, lo que garantiza la bienaventuranza de la experiencia visionaria. Las emociones negativas -el miedo, que es la falta de confianza, el odio, la ira o la malicia, que excluyen al amor- garantizan en cambio que la experiencia visionaria, si es que llega a producirse, será aterradora. El fariseo es un hombre virtuoso, pero de virtud que es compatible con la emoción negativa. Es probable, pues, que sus experiencias visionarias sean más visionarias sean más infernales que bienaventuradas.”

“Bella parola, "intenzione", e fa bene pronunciarla a voce alta mentre la terra sfreccia senza meta per tutto l'universo. È la parola più bella di una lingua, tranne forse "vieni". Intenzione, dice uno tra sé, vieni, ed è come se qualcuno ti lanciasse una corda. Mi aggrappo al suo capo immaginario e la terra continua a girare. Il cielo si fa scuro intorno a noi, è sera; s'illumina e poi diventa azzurro, è arrivato il giorno. Ma questo cielo, dimora di Dio e tetto sopra le nostre vite, non esiste da nessuna parte, se non nelle nostre teste. Il cielo è solo il termine con cui indichiamo una distanza incomprensibile.”

“e siano maledette tutte le cose che fanno innalzare gli occhi dell’uomo a quel cielo, che può solo bruciarlo col suo ardente splendore, come questi vecchi occhi sono bruciati, anche adesso, dalla tua luce, o sole! Gli sguardi degli occhi dell’uomo sono livellati dalla natura all’orizzonte di questa terra; non saettano dalla sommità della testa, come sarebbe stato se se Dio avesse inteso fargli fissare il firmamento.”