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Quote by Donato Montesano

Work

I grandi scrittori non mangiano

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Author

Donato Montesano

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“Ma le fontane, discorrendo tra loro nella notte quieta, dicevano che Marina era passata come Cecilia, il conte Cesare come i suoi avi, che nuovi signori verrebbero per passare alla loro volta e non valeva la pena di turbarsene. Quando, presso l’alba, uscì la luna e si posò sul pavimento della loggia, sulla pompa delle dracene e delle azalee che nessuno aveva pensato a rimuovere, ella parve cercar là dentro, col suo sorriso voluttuoso, ciò che non si trovava ancora, quella notte, nel Palazzo, ma che la vicenda delle cose umane vi ha quindi portato: degli altri occhi da empir di chimere, degli altri cuori da muovere alla passione, invece di quelli che se n’erano appena liberati per sempre.”

“Questo nuovo diario non mi mette a mio agio. È come sostituire una persona che non si trova più: come si può? Si continua a cercarla. Si impazzisce, per lei. Ci si strappa la vita di dosso. È la sua assenza, paradossalmente, a renderla sempre presente e tangibile. È il vuoto a definire la sua importanza, il suo riempirsi di lacrime fino all’orlo e oltre. È un piovere al contrario, verso il cielo.”

“Qualche ora dopo, durante quella notte fuori del tempo, ho riconosciuto e accettato il suo amore incondizionato e mi sono sentita libera, per la prima volta da quando sono al mondo, di essere soltanto me stessa. Gli anni mi sono scivolati di dosso e sono diventata senza età, libera dalle ansie che mi porto dietro da una vita: l'ansia di non dare abbastanza, di non fare la mia parte, di non essere ciò che ci si aspetta da me. Ripensando a tutte le barriere che ho alzato finora, quando mi sono trovata davanti a qualcuno che voleva entrare in intimità con me, mi rendo conto di essere stata per loro un'estranea. Con lui non mi sono sentita un'estranea, e il suo essere estraneo a me è un piacere e un mistero in uguale misura.”

“Teresa assorbiva gli umori del mondo, le luci e le ombre e le faceva sue. Tanto era il buio entrato in lei, ma in qualche modo, in gran parte, era riuscita a trasformarlo in fuoco, in passione ardente per la vita. L’oscurità era precipitata nei recessi della sua anima e lei aveva imparato a conviverci, a non agitarla come avrebbe fatto con un veleno. Lasciava che si adagiasse sul fondo, però c’era, la sentiva sollevarsi di tanto in tanto come un vapore tossico.”

“C'è qualcosa nell'oscurità, nella quiete di quest'ora, credo, che genera un linguaggio tutto suo. Il buio contiene uno strano tipo di libertà; una spaventosa vulnerabilità che concediamo a noi stessi proprio nel momento sbagliato, perché l'oscurità ci spinge con l'inganno a pensare che serberà i nostri segreti. Dimentichiamo che quell'oscurità non è una coperta; dimentichiamo che presto sorgerà il sole. Ma in quel momento, almeno, ci sentiamo abbastanza coraggiosi da dire cose che non diremmo mai alla luce del giorno.”