Quotessence
Home / Quotes / Quote by Virginia Woolf

Quote by Virginia Woolf

“Cos'altro posso fare per incoraggiarvi a far fronte alla vita? Ragazze, dovrei dirvi – e per favore ascoltatemi, perché comincia la perorazione – che a mio parere siete vergognosamente ignoranti. Non avete mai fatto scoperte di alcuna importanza. Non avete mai fatto tremare un impero, né condotto in battaglia un esercito. Non avete scritto i drammi di Shakespeare, e non avete mai impartito i benefici della civiltà ad una razza barbara. Come vi giustificate? È facile dire, indicando le strade, le piazze, le foreste del globo gremite di abitanti neri e bianchi e color caffè, tutti freneticamente indaffarati nell'industria, nel commercio, nell'amore: abbiamo avuto altro da fare. Senza la nostra attività nessuno avrebbe solcato questi mari, e queste terre fertili sarebbero state deserto. Abbiamo partorito e allevato e lavato e istruito, forse fino all'età di sei o sette anni, i milleseicentoventitré milioni di esseri umani che secondo le statistiche sono attualmente al mondo; e questa fatica, anche ammettendo che qualcuno ci abbia aiutate, richiede tempo. C'è del vero in quel che dite – non lo nego. Ma nello stesso tempo devo ricordarvi che fin dal 1866 esistevano in Inghilterra almeno due colleges femminili; che, a partire dal 1880, una donna sposata poteva, per legge, possedere i propri beni; e nel 1919 – cioè più di nove anni fa – le è stato concesso il voto? Devo anche ricordarvi che da ben dieci anni vi è stato aperto l'accesso a quasi tutte le professioni? Se riflettete su questi immensi privilegi e sul lungo tempo in cui sono stati goduti, e sul fatto che in questo momento devono esserci quasi duemila donne in grado di guadagnare più di cinquecento sterline l'anno, in un modo o nell'altro, ammetterete che la scusa di mancanza di opportunità, di preparazione, di incoraggiamento, di agio e di denaro non regge più. Inoltre gli economisti ci dicono che la signora Seton ha avuto troppi figli. Naturalmente dovete continuare a far figli, ma, così dicono, solo due o tre a testa, non dieci o dodici.”

Quote by Virginia Woolf

Work

A Room of One's Own

This classic essay collection delves into the historical and cultural constraints faced by women writers, advocating for the necessity of financial independence for women to pursue their literary ambitions. Virginia Woolf's exploration of the conditions necessary for women to produce great literature has become a foundational text in the feminist movement and the study of women's literature. more

Author

Virginia Woolf
Virginia Woolf

British modernist writer, known for her unique narrative techniques and profound portrayal of female experience. Her works include 'To the Lighthouse' and 'Mrs. Dalloway'. more

You May Also Like

“Sempre e dovunque la lotta per l'emancipazione delle donne è legata alla lotta per il progressismo in generale. E direi, inversamente, che non è possibile l'emancipazione femminile, non potrebbe esserci un vero e proprio cambiamento della condizione femminile senza una trasformazione delle strutture economiche. Non voglio dire che il socialismo sia una condizione sufficiente perché la donna sia veramente pari all'uomo. In nessuno dei paesi che conosco è stata realizzata questa uguaglianza. Nell'Urss, in Polonia, lo status della donna è nettamente inferiore a quello dell'uomo. Non ci sono donne grandi dirigenti politici, grandi amministratori, grandi funzionari statali, si possono a malapena citare due o tre eccezioni. Eppure nell'Urss lavora il 95 per cento delle donne. Non hanno posti di primissimo piano, ma hanno comunque conseguito un genere di dignità, di partecipazione alla vita pubblica, di rapporto con se stesse che non ho incontrato in altri paesi. Anche se il socialismo non è una condizione sufficiente, è certamente una condizione necessaria. Le donne lavoreranno tutte il giorno in cui ci sarà lavoro per tutti, in cui ci sarà bisogno del loro lavoro: non prima di allora. Ma ci sarà bisogno di questo lavoro, ci sarà bisogno del pieno impiego delle forze umane soltanto il giorno in cui si assisterà a una ristrutturazione completa del mondo della produzione.”

“Concluderò perciò dicendovi che a mio avviso il femminismo è tutt'altro che superato, e che bisogna anzi mantenerlo vivo; opporvisi, negarlo, non significa superare qualcosa, significa regredire. Penso che il femminismo sia una causa comune per l'uomo e per la donna, e che gli uomini riusciranno a vivere in un mondo più equo, meglio organizzato, un mondo più valido, soltanto quando le donne avranno uno status più equo e più valido; la conquista dell'uguaglianza tra i sessi li riguarda entrambi. D'altra parte, le donne non devono limitarsi a rivendicazioni specifiche. Bisogna che ne allarghino la portata, e che lottino anche a fianco degli uomini per un cambiamento generale della società, perché riusciranno a fare trionfare la propria causa solamente aiutando il progresso dell'umanità tutta intera.”

“La schiavitù era la radice di tutte le lotte. Infatti si diceva che le fabbriche rendessero schiave le mani dei bambini, e che la gravidanza rendesse schiavo il corpo delle donne, e che il rum rendesse schiava l'anima degli uomini. In quel momento capii, da quel turbinio di idee, che quella guerra segreta veniva condotta contro qualcosa di più dei Padroni della Virginia, che noi intendevamo non solo migliorare il mondo, ma rifarlo da capo.”

“Era così che si viveva allora? Vivevamo di abitudini. Come tutti, la maggior parte del tempo. Qualsiasi cosa accade rientra sempre nelle abitudini. Anche questo, ora, è un vivere di abitudini. Vivevamo, come al solito, ignorando. Ignorare non è come non sapere, ti ci devi mettere di buona volontà. Nulla muta istantaneamente: in una vasca da bagno che si riscaldi gradualmente moriresti bollito senza nemmeno accorgertene. C'erano notizie sui giornali, certi giornali, cadaveri dentro rogge o nei boschi, percossi a morte o mutilati, manomesso, così si diceva, ma si trattava di altre donne, e gli uomini che commettevano simili cose erano altri uomini. Non erano gli uomini che conoscevamo. Le storie dei giornali erano come sogni per noi, brutti sogni sognati da altri. Che cose orribili, dicevamo, e lo erano, ma erano orribili senza essere credibili. Erano troppo melodrammatico, avevano una dimensione che non era la dimensione della nostra vita. Noi eravamo la gente di cui non si parlava sui giornali. Vivevamo nei vuoti spazi bianchi ai margini dei fogli e questo ci dava più libertà. Vivevamo negli interstizi tra le storie altrui.”

“Provare a pensare sin da principio un'educazione alla vita significa pensare un'educazione alla specie: non un'educazione anonima, astratta, generica o metagenerica; ma un'educazione all'essere donne e all'essere uomini; all'essere donne meglio; all'essere uomini meglio; a essere donne e uomini assieme meglio; a essere una specie migliore perché riconoscere le sue radici autentiche, originarie e le sue possibilità di sviluppo.”

“La donna è stata ammaestrata da sempre a non conoscere il significato dell'amicizia, gli uomini devono essere amori, le donne rivali. È un'invenzione politica di grande furbizia perché isola la donna dal mondo di chi ha il potere (gli uomini) e dal ondo di chi condivide la sua mancanza di potere (le donne)”