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Quote by Simone Weil

“Nöyryys on samaa kuin tieto, ettei siinä mitä sanotaan "minäksi" ole lainkaan sellaista energiaa, jonka avulla pääsisimme kohoamaan. Kaikki mitä minussa on arvokasta, on poikkeuksetta peräisin muualta; eikä se ole lahjaa vaa lainaa, joka on alituisesti uudistettava. Kaikki mitä minussa itsessäni on, on poikkeuksetta arvotonta; ja jos anastan omakseni muualta saamiani lahjoja, nekin heti muuttuvat arvottomiksi.”

Quote by Simone Weil

Work

Gravity and Grace

This book delves into the profound interplay between the physical force of gravity and the spiritual force of grace, examining their influence on human life and the cosmos. It explores the ways in which these forces shape our understanding of the world and our place within it. more

Author

Simone Weil
Simone Weil

Simone Weil was a French philosopher, social activist, and writer. Born on February 3, 1909, and died on August 24, 1943, Weil is known for her profound philosophical thinking and her passionate commitment to social justice. Her works have had a significant impact on later philosophers and social thinkers. more

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“Life is a mountain, and dreams come true for those who climb it; it's hard, and sometimes you want to turn around because it gets too much, and sometimes you look up at what you have to climb and realise you're not even halfway, but if you keep looking at how much there is to go instead of looking at where you put your feet, you'll never reach the summit. You have to want it, and you have to focus on the now, otherwise you'll live for the future instead of the present, and by then you're not even living.”

“Avendo perso uno degli inseguiti, Ivan concentrò la sua attenzione sul gatto, e vide quello strano animale avvicinarsi al predellino del vagone di testa del tram A immobile alla fermata, spingere via con insolenza una donna, afferrare la maniglia e tentare perfino di dare una moneta da dieci copeche alla bigliettaria attraverso un finestrino aperto per l'afa. Il comportamento del gatto sbalordì talmente Ivan da lasciarlo immobile davanti alla drogheria sull'angolo; e subito una seconda volta, ma con molta più forza egli fu sbalordito dal comportamento della bigliettaria. Questa, non appena vide il gatto che saliva sul tram, gridò con una rabbia che la scuoteva tutta: - È vietato ai gatti! È vietato portare gatti! Passa via! Scendi, se no chiamo la polizia! Né la bigliettaria né i passeggeri furono colpiti dalla cosa principale: non dal fatto che un gatto salisse sul tram, questo poteva ancora passare, ma dal fatto che volesse pagare il biglietto! Il gatto si dimostrò animale non soltanto solvibile, ma anche disciplinato. Alla prima sgridata della bigliettaria cessò l'attacco, si staccò dal predellino e si sedette alla fermata, soffregandosi i baffi con la monetina. Ma non appena la bigliettaria diede il segnale e il tram si mosse, il gatto si comportò come chiunque sia cacciato da un tram, sul quale deve viaggiare per forza. Dopo essersi lasciato passare davanti tutte e tre le vetture, balzò sulla parte posteriore dell'ultima, si afferrò con la zampa a un tubo che usciva dal veicolo e filò via, economizzando in tal modo il prezzo della corsa.”

“Non è la luce. A mostrare, a scoprire, a far conoscere. La luce è l'eccezione. La distrazione. È solo il dettaglio. È il raggio che parte dalla torcia e disegna un tondo bianco sul muro. Lo guido con la mano, lo faccio ondeggiare e il mio gatto lo vede, lo vuole, lo insegue. Si meraviglia. Si batte, salta e lotta. Si umilia. Poi spengo la luce e lui è libero di sparire nel buio della stanza. Il mio gatto si salva nel buio.”

“Il gatto in un appartamento vuoto Morire – questo a un gatto non si fa. Perché cosa può fare il gatto in un appartamento vuoto? Arrampicarsi sulle pareti. Strofinarsi tra i mobili. Qui niente sembra cambiato, eppure tutto è mutato. Niente sembra spostato, eppure tutto è fuori posto. E la sera la lampada non brilla più. Si sentono passi sulle scale, ma non sono quelli. Anche la mano che mette il pesce nel piattino non è quella di prima. Qualcosa qui non comincia alla sua solita ora. Qualcosa qui non accade come dovrebbe. Qui c’era qualcuno, c’era, e poi d’un tratto è scomparso, e si ostina a non esserci. In ogni armadio si è guardato. Sui ripiani si è corso. Sotto il tappeto si è controllato. Si è perfino infranto il divieto di sparpagliare le carte. Cos’altro si può fare. Aspettare e dormire. Che provi solo a tornare, che si faccia vedere. Imparerà allora che con un gatto così non si fa. Gli si andrà incontro come se proprio non se ne avesse voglia, pian pianino, su zampe molto offese. E all’inizio niente salti né squittii.”