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Quote by Miriam Peskowitz

Work

The Daring Book for Girls

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Author

Miriam Peskowitz

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“Ciao Johnny”, mormorò e il vento corse leggero tra gli alberi di porpora. Una foglia rossa ondeggiò nell'aria azzurra e le si posò tra i capelli. “Sono qui. Sono venuta finalmente.” Lacrime brucianti cominciarono a scorrere sul suo viso. “Tutto doveva essere diverso, vero? Non doveva finire in questo modo.” Chinò la testa, la gola stretta in un nodo di dolore. E fu allora che la mano le tocco il collo. Le si mozzò il respiro di colpo e restò con la schiena rigida e gli occhi sbarrati. "Johnny…?" Era andato. Si alzò, si girò e naturalmente non c'era nulla. Ma poteva vederlo, ritto lì accanto, le mani sprofondate nelle tasche, il caldo sorriso un po' obliquo sul volto più attraente che bello che si appoggiava snello e disinvolto a una tomba o a un pilastro dell'ingresso o forse contro un albero rosseggiante d'autunno. Bella roba, Sarah, annusi ancora quella dannata cocaina? Niente intorno se non Johnny, lì vicino. Forse ovunque. Tutti noi facciamo quello che possiamo e dobbiamo accontentarci… e se non ci basta, dobbiamo rassegnarci. Niente è perduto per sempre, Sarah. Niente che non possa esser ritrovato. "Sempre il vecchio Johnny", sussurrò Sarah. Uscì dal cimitero e attraversò la strada. Indugiò un attimo, voltandosi a guardare. Il tiepido vento d'ottobre alitava robusto e grandi cortine di luce e d'ombra sembravano attraversare il mondo. Gli alberi frusciavano misteriosamente. Sarah salì in macchina e si allontanò.”

“Be'…” ha cominciato Tanis, ma si è interrotta subito e ha scosso la testa. “Torna qui e mettiti a sedere.” Pat Fitzgerald ha sghignazzato. “Cos'è, ci si scambiano i segreti adesso?” “Proprio così.” “Sai che affare,” ha osservato Corky Herald. Con questo ha suscitato le risa della classe. Irma Bates se n'è tornata mogia mogia in fondo all'aula, dove si è immersa in non so quale confabulazione con Tanis, Anne Lasky e Susan Brooks. Sylvia conversava sottovoce con Grace, sotto lo sguardo avido di Porcile. Ted Jones corrugava la fronte. George Yannick stava incidendo qualcosa sul suo banco mentre fumava una sigaretta e sembrava proprio un falegname assorto. Gli altri erano quasi tutti occupati a guardar fuori della finestra gli sbirri che dirottavano il traffico e quelli che tramavano in piccoli capannelli dall'aria sconfitta. In quel momento è echeggiato all'improvviso un campanello con un gran baccano che ha fatto saltare in aria tutti quanti. "È la campana del cambio dell'ora," ha spiegato Harmon. Io ho guardato l'orologio a muro. Erano le 9.50. Alle 9.05 ero seduto al mio posto vicino alla finestra a osservare lo scoiattolo. Adesso lo scoiattolo non c'era più, il buon vecchio Tom Denver se n'era andato e Mrs. Underwood se n'era andata ancora di più. Ci ho riflettuto e ho concluso che me n'ero andato anch'io.”