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Quote by Jennifer Guerra

“Caro patriarcato, le colpe che ci attribuisci non sono del nostro corpo. Hai sbagliato tutto. Non siamo arrabbiate perchè abbiamo "le nostre cose", perché siamo isteriche, o perché non scopiamo abbastanza. Non sono gli "istinti misteriosi" a guidarci, né i nostri ormoni. [...] Siamo arrabbiate perché le noste vite traboccano di desiderio, un desiderio che viene costantemente represso. Così cerchiamo spazi, occasioni, una voce per esprimerlo. Caro patriarcato, ci dici in continuazione che dovremmo essere contente di come stanno le cose, che noi stiamo esagerando. Ci sono le quote rosa, i sussidi di maternitá, le leggi di tutela. Ma questo non ci basta: "Vogliamo il pane, ma anche le rose". E non le chiediamo a te, ce le prendiamo da sole.”

Quote by Jennifer Guerra

Work

Il corpo elettrico: Il desiderio nel femminismo che verrà

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Author

Jennifer Guerra

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“La decostruzione non offre un sistema di valori chiari con cui ordinare quel che si deve o non si deve fare; non serve a separare il bene dal male e ancor meno i buoni dai cattivi. È uno sguardo sempre imperfetto, mai totalizzante, che non sceglie una determinata opzione perché è la migliore secondo un parametro infallibile, ma solo perché c’è sempre l’urgenza di prendere decisioni. Non possiamo sospendere il mondo finché non sappiamo cosa fare: bisogna continuare a vivere e a sbagliarci, e vedere cosa scaturisce dalle decisioni sbagliate. [...] . Lo sguardo decostruttivo propone di rivedere le nostre pratiche, mettere in discussione i vincoli più stretti e le convinzioni più radicate. E non si tratta di pensare che “risolveremo il problema”, che da un momento all’altro troveremo la soluzione, che sapremo cosa fare: la decostruzione è il bisogno di continuare una conversazione che non ha fine.”

“C'è una differenza tra il soffrire perché qualcosa che abbiamo deciso di fare ha delle conseguenze dolorose ⎼ come affrontare la repressione, vedere le persone a cui teniamo soffrire ⎼ e il sacrificio di sé, che è fare qualcosa contro il proprio desiderio e la propria volontà, solo perché pensiamo sia un nostro dovere. Questo rende gli individui infelici e insoddisfatti. Il lavoro politico deve essere, invece, curativo. Deve darci forza, visione, rafforzare il nostro senso di solidarietà, e farci realizzare la nostra reciprocità. Essere in grado di politicizzare il nostro dolore, trasformarlo in una fonte di conoscenza, in qualcosa che ci connette ad altre persone - tutto questo ha un potere curativo.”

“Women have this amazing godly power. As an enemy, they can wreak havoc and behead you like Goddess Kali without even flinching or giving it a second thought. But as healers and nurturers, they can absorb all your pain like an infinite sponge, if they want to. All it took was a little touch of femininity, and I felt alive once again.”