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Quote by Thomm Quackenbush

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Thomm Quackenbush

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“I looked at her face. Besides being covered in tears, it was above all marked by dissatisfaction. Deep-lying dissatisfaction, the kind a person is born with. Nothing helps to drive out that dissatisfaction. Expensive espresso machines, attention, a new wing on the house— for a fleeting moment the dissatisfaction disappears into the background, but it's like a leak coming through the wallpaper: You can cover it with new wallpaper, but after a while the brown spots soak through, anyway. There's not much you can do about it. You can muffle it for a bit with medication, with what they call “mother’s little helpers,” but in the end it only comes back with renewed strength.”

“Just because they write something In this font And break apart their lines To rhyme To dramatize To imitate Doesn’t make what they say true. And quotations marks Don’t make sentences “life conclusions.” A post, a page, A billboard, or a wallpaper— Let it swirl for a few and if you want to spit it out, Vomit. If you want to keep it, Let it ride shotgun. But argue with it first. Debate. Don’t simply accept it Because you may By accident Accept a monster Disguised As a poem.”

“La maggior parte della gente non riesce a capire come qualcuno possa avere un successo internazionale a soli vent’anni e scegliere deliberatamente di gettare tutto al vento. Lo considera un delitto. Nell’immensa fiera dell’ego che è il mondo in cui viviamo puoi scegliere di rinnegare la tua stessa famiglia, di infischiarti della legge e di farti beffe della religione – di dissacrare insomma qualsiasi valore tradizionale – ma non puoi scegliere di rinunciare al successo. Semplicemente, è qualcosa di impensabile. Io l’ho fatto, e loro hanno deciso che dovevo essere pazzo.”

“Il successo non è camminare sul tappeto rosso e avere i paparazzi sempre al collo, il successo è un participio passato, è un verbo che semplicemente le dice: è successo! Qualcosa è successo. È possibile! È la dimostrazione che è possibile far succedere le cose, far andare la vita dove vuoi tu. È successo può essere anche solo riuscire a coltivare un bell'orto, o dipingere la casa del colore che vuoi tu, o riuscire a girare l'Europa a piedi. Il successo è solo e soltanto far succedere le cose. Lei si prepari, perché si vede benissimo che ne farà succedere tante.”

“A mezza strada tra i miei due cari amici, finisco i miei bicchieri con in testa il ritornello di mio nonno, che per trent'anni aveva allenato la squadra di baseball della base americana: il vero talento, mi ripeteva scuotendo la testa come davanti a un'inevitabilità biblica, sta quasi sempre nelle mani degli ignari, degli incuranti, dei disgraziati, di coloro che sono pronti a svenderlo senza ricavarne nessun profitto, che se ne dimenticano come di una bicicletta con cui si è tanto corso in quell'ultima estate. Pochissimi sono capaci di costruire una carriera sul puro talento, diceva, di solito sono i mediamente dotati ad andare avanti, E determinati, quelli abituati al sacrificio e familiari con la delusione, gli ostinati e i pedanti. Gli ambiziosi, senza dubbio. Raramente un grande talento si accompagna a una grande ambizione. I benedetti dal talento arrivano molto in alto con troppa naturalezza, non imparano sotterfugi e colpi bassi, E poi si trovano impreparati: ci restano male appena subiscono un fallo o sono derubati di un'idea o li atterrano in modo sleale, finiscono per abbandonare il campo con quella grazia stupida che è la loro maledizione.”

“Io non avevo scelta. A 22 anni, la mia nazione non mi dava modo di realizzare il mio sogno. Non era il giusto periodo storico. Non allora. Ma sapevo che sarebbe arrivato il giorno giusto prima o poi, per viverlo però, dovevo restare in corsa senza sapere per quanto a lungo, per quanto tempo. Così ho fatto il giro alla lunga. Dall'estero all italia, andando a prendermi il mio turno sulla lunga strada verso la felicita'.”