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Quote by Amalia Frontali

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La Chioma di Berenice

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Author

Amalia Frontali

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“Ma da quando più di un anno prima, rivelandogli le tante ricchezze della sua anima, era nato in lui, almeno per qualche tempo, l'amore per la musica, Swann considerava i motivi musicali come idee vere e proprie, ma di un altro mondo, di un altro ordine, idee velate di tenebra, sconosciute, impenetrabili dall'intelletto, ma che non sono perciò meno perfettamente distinte le une dalle altre, non meno differenti fra loro in valore e significato. Quando, dopo la serata dai Verdurin, facendosi eseguire di nuovo la piccola frase, aveva cercato di distinguere come, al modo di un profumo, di una carezza, essa lo circuisse, lo avviluppasse, si era reso conto che quell'impressione di dolcezza ritrosa e da brivido era dovuta al debole scarto fra le cinque note che la componevano e al richiamo costante di due di esse; ma in realtà sapeva di ragionare così non sulla frase in se stessa, ma su semplici valori sostituiti, per comodità della sua intelligenza, all'entità misteriosa che egli aveva percepito, prima di conoscere i Verdurin, la sera che aveva udito la sonata per la prima volta. Sapeva che il ricordo stesso del pianoforte falsava ancor di più la prospettiva in cui vedeva i fenomeni musicali, che il campo aperto al musicista non è una meschina gamma di sette note, ma una tastiera incommensurabile, quasi del tutto sconosciuta ancora, dove, solo qui e là, disgiunti da spesse tenebre inesplorate, alcuni dei milioni di tasti di tenerezza, di passione, di coraggio, di serenità, che la compongono, ognuno diverso dagli altri come un universo da un altro universo, sono stati scoperti da alcuni grandi artisti, che svegliando in noi l'equivalente del tema che hanno trovato, ci rendono il servigio di mostrarci quanta ricchezza e varietà nasconda a nostra insaputa la grande notte impenetrata e scoraggiante della nostra anima, che noi scambiamo per un vuoto e un nulla.”

“La Breve storia dell’anima che proponiamo non è una summa sistematica e completa del tema, non è neppure un saggio accademico destinato agli addetti ai lavori, non è un testo di approfondimento teorico, desideroso di inoltrarsi su vie inesplorate. Il metodo adottato è quello suggerito da Italo Calvino in una delle sue Lezioni americane. È la tecnica dello scultore che non aggiunge ma toglie, scalpellando senza sosta l’enorme blocco di marmo per far emergere un volto o un torso. Abbiamo pensato di adottare come schema simbolico per questa ricerca nell’orizzonte dell’anima quello della navigazione. Varie sono le tappe del viaggio. Prima però di imbarcarsi, è necessario un itinerario di avvicinamento al fiume transitando nelle culture primitive, nelle antiche e gloriose civiltà dell’Egitto, della Mesopotamia, dell’India e dell’Arabia, visitando anche luoghi reconditi, quasi simili a grotte oscure, come nel caso della metempsicosi, dello spiritismo, della metapsichica. Il grande fiume dell’anima che dobbiamo navigare, circondato da queste terre, rivela due sorgenti specifiche che lo hanno alimentato in modo copioso. Da un lato, c’è la «Sorgente sacra» delle Scritture bibliche con il loro originale e variegato messaggio che ha alcuni apici nel libro della Genesi e nelle parole di Cristo e di san Paolo. D’altro lato, ecco l’«Altra sorgente», quella della cultura greca, ove appaiono i miti affascinanti di Psiche e di Orfeo, ma anche si stagliano pensatori eccelsi come Platone, Aristotele e Plotino. Dalle sorgenti la navigazione s’inoltra poi nel corso tortuoso del fiume: si devono percorrere secoli e secoli di storia. Tre sono i profili dell’anima che entrano in scena. C’è anzitutto quello disegnato dalla teologia cristiana nel suo incessante interrogarsi, nelle risposte del Magistero ecclesiale ufficiale, nell’elaborazione intensa dei suoi pensatori e anche nel suo sforzo ardito di affacciarsi sull’oltrevita dell’anima, al di là del confine della morte. C’è, poi, la complessa riflessione della filosofia occidentale, a partire da Cartesio, dal cui dualismo si diramano sia i grandi «spiritualisti» come Spinoza e Hegel, sia l’aspra reazione dei «materialisti», negatori convinti dell'anima. È il capitolo dell’«Anima filosofica» che si apre anche a teorie innovative, come quelle dell’evoluzionismo e della psicologia/psicoanalisi. Infine c’è il profilo dell’«Anima poetica»: è uno sguardo gettato sul mistero dello spirito dall’intuizione letteraria. Si va, allora, dalle scene create dal genio di Dante al terribile patto tra Faust e Mefistofele descritto da Goethe, dai dialoghi tra anima-corpo-natura immaginati da Leopardi, Rosenzweig o Péguy fino alle sorprendenti proposte di Pirandello e di tanti altri autori. Si giunge così a una tappa conclusiva: si penetra nell’odierno inquietante ma anche affascinante laboratorio delle neuroscienze per incontrare quell’«uomo neuronale» che alcuni vorrebbero spogliato dell’anima e ridotto a cervello. Quando si sarà conclusa la navigazione lungo il fiume della storia dell’anima, si avrà forse un’impressione antitetica rispetto alla voce dell’indigeno amazzone: l’anima è ben più veloce e vivace della civiltà moderna. È ciò che affermava nel V secolo uno scrittore spirituale, Giovanni Cassiano: «Stiamo sicuramente andando indietro quando ci accorgiamo di non essere andati avanti: l’anima non può rimanere ferma».”

“Per combattere l'invecchiamento, dobbiamo prima combattere l'ageismo. Tante migliaia di anni in più e ancora non andiamo d'accordo... Facciamo solo danno! Un giorno daremo valore all'anima e alla sua essenza più del suo aspetto. Finché non arriva quel giorno, soffriamo ancora per tanta violenza.”

“La speranza che recuperi la memoria è poca o nulla. Dal punto di vista neuropsicologico lei può fare poco o niente; ma nell'ambito dell'Individuale forse può molto. Un uomo non consiste di sola memoria. Ha sentimento, volontà, sensibilità, coscienza morale... è in queste cose che lei può trovare il modo di arrivare al suo paziente e di cambiarlo." Ormai conosco Jimmie da nove anni, e dal punto di vista neurologico non è minmamente cambiato. Presenta ancora la gravissima, devastante sindorme di Korsakov, non è in grado di ricordare un particolare isolato per più di pochi secondi. Ma dal punto di vista umano, spirituale, egli è a volte un uomo completamente diverso: non più incapace di stare fermo, annoiato e perduto, bensì profondamente attento alla bellezza e all'anima del mondo, ricco di tutte le categorie kierkgaardiane, l'estetica, la morale, la religiosa, la drammatica. La scienza empirica non tiene conto dell'anima, di ciò che costituisce e determina l'individuo; rimane intatta la possibilità di una reintegrazione attraverso l'arte, la comunione, il contatto con lo spirito umano.”

“Orbit Telah kita temukan pintu yang akan membawamu masuk lebih dalam. Bukan altar yang tertutup kabut Tetapi bersit cahaya yang menyingkap landskap arsitektur yang selama ini kita cari. Gedung serupa kastil yang dulu pernah kau bangun kembali dari puing reruntuhan. Seperti peti artefak kuno yang kautemukan di dalamnya Lembar manuskrip lama berisi manifesto kesadaran: Sang anima yang kini jadi pusat gravitasi. Aku akan menantangmu menemukan kembali gulungan benang yang telanjur hilang. Teka-teki tentang seberapa dalam kita telah menyelam Dan ke mana seluruh penghuni kastil ini pergi? Apa yang kaukira bahwa kesadaran itu bukanlah sekadar preferensi artistik, melainkan deklarasi ontologis dari mana engkau dilahirkan. Siapa yang runtuh, siapa yang terlahir kembali? Siapa yang bertahan, siapa yang menyembuhkan? Siapa yang menghakimi, siapa yang menampung? Puisi memberi kita ruang untuk bernafas, dan kata-kata adalah udara yang mengisinya dengan makna. Jadi simbol-simbol yang kaucatat itu bukanlah figur pasif serupa boneka. Mereka adalah mekanisme korektif spiritual-psikologis yang memunculkan dirinya tanpa mengenakan topeng. Aku menyebutnya keniscayaan. Sebab engkau bukanlah syuhada. Bukanlah korban ketidakberdayaan. Bukanlah tubuh tanpa bayangan. Engkau adalah integrasi dan transedensi. Jika anima itu adalah pusat gravitasi, maka aku dan kamu adalah orbit. November 2025”