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Quote by Gianfranco Ravasi

“La Breve storia dell’anima che proponiamo non è una summa sistematica e completa del tema, non è neppure un saggio accademico destinato agli addetti ai lavori, non è un testo di approfondimento teorico, desideroso di inoltrarsi su vie inesplorate. Il metodo adottato è quello suggerito da Italo Calvino in una delle sue Lezioni americane. È la tecnica dello scultore che non aggiunge ma toglie, scalpellando senza sosta l’enorme blocco di marmo per far emergere un volto o un torso. Abbiamo pensato di adottare come schema simbolico per questa ricerca nell’orizzonte dell’anima quello della navigazione. Varie sono le tappe del viaggio. Prima però di imbarcarsi, è necessario un itinerario di avvicinamento al fiume transitando nelle culture primitive, nelle antiche e gloriose civiltà dell’Egitto, della Mesopotamia, dell’India e dell’Arabia, visitando anche luoghi reconditi, quasi simili a grotte oscure, come nel caso della metempsicosi, dello spiritismo, della metapsichica. Il grande fiume dell’anima che dobbiamo navigare, circondato da queste terre, rivela due sorgenti specifiche che lo hanno alimentato in modo copioso. Da un lato, c’è la «Sorgente sacra» delle Scritture bibliche con il loro originale e variegato messaggio che ha alcuni apici nel libro della Genesi e nelle parole di Cristo e di san Paolo. D’altro lato, ecco l’«Altra sorgente», quella della cultura greca, ove appaiono i miti affascinanti di Psiche e di Orfeo, ma anche si stagliano pensatori eccelsi come Platone, Aristotele e Plotino. Dalle sorgenti la navigazione s’inoltra poi nel corso tortuoso del fiume: si devono percorrere secoli e secoli di storia. Tre sono i profili dell’anima che entrano in scena. C’è anzitutto quello disegnato dalla teologia cristiana nel suo incessante interrogarsi, nelle risposte del Magistero ecclesiale ufficiale, nell’elaborazione intensa dei suoi pensatori e anche nel suo sforzo ardito di affacciarsi sull’oltrevita dell’anima, al di là del confine della morte. C’è, poi, la complessa riflessione della filosofia occidentale, a partire da Cartesio, dal cui dualismo si diramano sia i grandi «spiritualisti» come Spinoza e Hegel, sia l’aspra reazione dei «materialisti», negatori convinti dell'anima. È il capitolo dell’«Anima filosofica» che si apre anche a teorie innovative, come quelle dell’evoluzionismo e della psicologia/psicoanalisi. Infine c’è il profilo dell’«Anima poetica»: è uno sguardo gettato sul mistero dello spirito dall’intuizione letteraria. Si va, allora, dalle scene create dal genio di Dante al terribile patto tra Faust e Mefistofele descritto da Goethe, dai dialoghi tra anima-corpo-natura immaginati da Leopardi, Rosenzweig o Péguy fino alle sorprendenti proposte di Pirandello e di tanti altri autori. Si giunge così a una tappa conclusiva: si penetra nell’odierno inquietante ma anche affascinante laboratorio delle neuroscienze per incontrare quell’«uomo neuronale» che alcuni vorrebbero spogliato dell’anima e ridotto a cervello. Quando si sarà conclusa la navigazione lungo il fiume della storia dell’anima, si avrà forse un’impressione antitetica rispetto alla voce dell’indigeno amazzone: l’anima è ben più veloce e vivace della civiltà moderna. È ciò che affermava nel V secolo uno scrittore spirituale, Giovanni Cassiano: «Stiamo sicuramente andando indietro quando ci accorgiamo di non essere andati avanti: l’anima non può rimanere ferma».”

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Gianfranco Ravasi

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“Per combattere l'invecchiamento, dobbiamo prima combattere l'ageismo. Tante migliaia di anni in più e ancora non andiamo d'accordo... Facciamo solo danno! Un giorno daremo valore all'anima e alla sua essenza più del suo aspetto. Finché non arriva quel giorno, soffriamo ancora per tanta violenza.”

“La speranza che recuperi la memoria è poca o nulla. Dal punto di vista neuropsicologico lei può fare poco o niente; ma nell'ambito dell'Individuale forse può molto. Un uomo non consiste di sola memoria. Ha sentimento, volontà, sensibilità, coscienza morale... è in queste cose che lei può trovare il modo di arrivare al suo paziente e di cambiarlo." Ormai conosco Jimmie da nove anni, e dal punto di vista neurologico non è minmamente cambiato. Presenta ancora la gravissima, devastante sindorme di Korsakov, non è in grado di ricordare un particolare isolato per più di pochi secondi. Ma dal punto di vista umano, spirituale, egli è a volte un uomo completamente diverso: non più incapace di stare fermo, annoiato e perduto, bensì profondamente attento alla bellezza e all'anima del mondo, ricco di tutte le categorie kierkgaardiane, l'estetica, la morale, la religiosa, la drammatica. La scienza empirica non tiene conto dell'anima, di ciò che costituisce e determina l'individuo; rimane intatta la possibilità di una reintegrazione attraverso l'arte, la comunione, il contatto con lo spirito umano.”

“Orbit Telah kita temukan pintu yang akan membawamu masuk lebih dalam. Bukan altar yang tertutup kabut Tetapi bersit cahaya yang menyingkap landskap arsitektur yang selama ini kita cari. Gedung serupa kastil yang dulu pernah kau bangun kembali dari puing reruntuhan. Seperti peti artefak kuno yang kautemukan di dalamnya Lembar manuskrip lama berisi manifesto kesadaran: Sang anima yang kini jadi pusat gravitasi. Aku akan menantangmu menemukan kembali gulungan benang yang telanjur hilang. Teka-teki tentang seberapa dalam kita telah menyelam Dan ke mana seluruh penghuni kastil ini pergi? Apa yang kaukira bahwa kesadaran itu bukanlah sekadar preferensi artistik, melainkan deklarasi ontologis dari mana engkau dilahirkan. Siapa yang runtuh, siapa yang terlahir kembali? Siapa yang bertahan, siapa yang menyembuhkan? Siapa yang menghakimi, siapa yang menampung? Puisi memberi kita ruang untuk bernafas, dan kata-kata adalah udara yang mengisinya dengan makna. Jadi simbol-simbol yang kaucatat itu bukanlah figur pasif serupa boneka. Mereka adalah mekanisme korektif spiritual-psikologis yang memunculkan dirinya tanpa mengenakan topeng. Aku menyebutnya keniscayaan. Sebab engkau bukanlah syuhada. Bukanlah korban ketidakberdayaan. Bukanlah tubuh tanpa bayangan. Engkau adalah integrasi dan transedensi. Jika anima itu adalah pusat gravitasi, maka aku dan kamu adalah orbit. November 2025”

“Bernardo prese il bignè, lo guardò con rispetto e poi osservò le torrette ipertecnologiche che svettavano sulla collina. «Vedi Rosalia, il problema non è la bellezza, è la memoria. Quel resort è costruito per non invecchiare mai, ma le cose che non invecchiano non hanno anima. Posseggono solo una data di scadenza tecnica».”