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Quote by Abhijit Naskar

Work

Hazrat-e Humanity: The Uncultured Polyglot

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Author

Abhijit Naskar

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“Those are Father’s words, Inan. His decisions. Not yours. We are our own people. We make our own choices.” “But he’s right.” Inan’s voice cracks. “If we don’t stop magic, Orïsha will fall.” His eyes return to me, and I tighten my grip on my staff. Try it, I want to bark. I’m done running away. Amari redirects Inan’s line of vision, her delicate hands cupping the back of his head. “Father is not the future of Orïsha, brother. We are. We stand on the right side of this. You can stand there, too.”

“Ovunque la privacy venga violata, ovunque una violazione sia comunque sentita come tale, si può prevedere una reazione nel senso della chiusura, sia all'interno della famiglia, sia, allargando il cerchio, etnocentrica e nazionalistica, perciò virtualmente xenofoba: non diretta contro lo straniero in quanto tale ma, paradossalmente, contro la potenza tecnica anonima (straniera alla lingua e alla religione, oltre che alla famiglia e alla nazione) che minaccia, insieme alla «privacy», le condizioni tradizionali dell'ospitalità. [...] In casa mia voglio essere il padrone per potere ricevere chi voglio. Comincio a considerare lo straniero indesiderabile, e virtualmente nemico, chiunque invada la mia privacy, la mia ipseità, il mio potere d'ospitalità, la mia sovranità di ospite. L’altro diviene così un individuo ostile del quale rischio di diventare ostaggio.”