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Quote by Taiye Selasi

“L'unico scopo di una relazione è quello di inscenare, in miniatura, tutto lo stramaledetto dramma della vita e della morte. L'amore nasce come nasce un bambino. L'amore cresce come cresce un bambino. Un uomo sa bene che deve morire, ma non avendo conosciuto altre realtà che la vita non crede veramente nella propria morte. E poi, un giorno, il suo amore si raffredda. Il cuore dell'amore smette di battere. L'amore muore. In questo modo, l'uomo impara che la morte è la realtà: che la morte può esistere nell'essenza di una persona, la "sua" morte. La perdita di un animale domestico o di una rosa o di un genitore può farlo soffrire, ma non sono convincenti, non abbastanza. La morte deve avvenire nel cuore per essere creduta. Dopo la morte dell'amore, l'uomo riesce a credere nella propria morte.”

Quote by Taiye Selasi

Work

Ghana Must Go

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Author

Taiye Selasi
Taiye Selasi

Taiye Selasi is a Ghanaian-British writer known for her unique cultural background and insightful observations. Her works explore issues of identity, race, and gender in the context of globalization. Her notable works include 'Ghana Must Go' and 'The Beauty of Living Twice'. more

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“Dicevo pure: "Che cosa ci prova che tra dieci o vent'anni il nostro patto per la vita corrisponderà al desiderio di ciò che saremo diventati?". La tua risposta non si poteva parare: "Se ti unisci con qualcuno per la vita, mettete le vostre vite in comune e tralasciate di fare ciò che divide o contrasta la vostra unione. La costruzione della vostra coppia è il vostro progetto comune, non avrete mai finito di rafforzarla, di adattarla, di riorientarla in funzione delle situazioni mutevoli. Noi saremo ciò che faremo insieme".”

“Ed io scorgevo sempre quella tempesta che ti porti dentro, nei tuoi occhi, nelle tue mani che si nascondono tra i capelli annodati, nei vestiti che abbandoni sul pavimento aspettando che qualcuno li riordini e in quelle costellazioni di lentiggini che ti ritrovi in volto. Mi sono accorto che mi bastava questo, che vivevo solo di questo, che eri la mia tempesta, il sole che segue il temporale, che eri un disastro, che mi rendevi vivo.”