Quotessence
Home / Quotes / Quote by Jeanette Winterson

Quote by Jeanette Winterson

Work

Why Be Happy When You Could Be Normal?

This memoir delves into the author's experiences with her family, particularly her mother, and the impact these relationships had on her own sense of self and happiness. more

Author

Jeanette Winterson
Jeanette Winterson

Jeanette Winterson is a renowned British author known for her distinctive literary style and profound social commentary. Her works span a wide range of themes, including novels, essays, and poetry. Winterson's novel 'Oranges Are Not the Only Fruit' is a story about growth, faith, and sexuality that has received widespread acclaim. more

You May Also Like

“Ed io scorgevo sempre quella tempesta che ti porti dentro, nei tuoi occhi, nelle tue mani che si nascondono tra i capelli annodati, nei vestiti che abbandoni sul pavimento aspettando che qualcuno li riordini e in quelle costellazioni di lentiggini che ti ritrovi in volto. Mi sono accorto che mi bastava questo, che vivevo solo di questo, che eri la mia tempesta, il sole che segue il temporale, che eri un disastro, che mi rendevi vivo.”

“[...] è lei che incontri, prima o poi, in autobus, sul treno, sull'aereo, lei a cui non fai caso finché non sei seduto, lei il cui sguardo incroci all'improvviso e arrossisci, ti viene caldo, perché non ci si può innamorare così in fretta, non è così che succede, solo per l'aspetto esteriore, con uno sguardo, ma invece succede e tu sei sull'autobus e pensi che dovresti andare laggiù in fondo, dire qualcosa, pensi, dovresti scendere alla sua stessa fermata, perché non incontrerai mai più una persona più bella di questa. E se solo trovi il coraggio, se adesso dici qualcosa, se scendi insieme a lei, vai da lei, l'abbracci, allora forse, forse o di sicuro, avrai incontrato l'unica persona nell'universo che può fare di te l'essere più felice che sia mai esistito. Invece non lo fai. Non scendi quasi mai alla stessa fermata. Non ti alzi nell'autobus per dirle o dirgli qualcosa. Rimanete seduti, vi guardate o distogliete lo sguardo, fino a che uno di voi due non scende e qualche ora dopo hai già dimenticato tutto, fino a un mattino di dieci, vent'anni dopo, quando di colpo senti di nuovo la stessa fitta, te la rivedi davanti e sai che quel giorno dovevi cogliere la palla al balzo, dire qualcosa. Non l'hai fatto, e l'unica cosa che ti rimane è la certezza che almeno una volta, per un istante nella vita sei stato amato così, senza riserve, senza pretese. Un solo istante, come schioccare due dita. Melodrammatico.”