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Quote by Banana Yoshimoto

“Non avevo al mondo nessuno del mio sangue, potevo andare in qualunque posto, fare qualunque cosa. Provai una sorta di vertigine. Stavo toccando con mano e vedendo con i miei occhi, per la prima volta, quanto fosse immenso il mondo e profonda l'oscurità e l'infinito fascino e solitudine di tutto ciò.”

Quote by Banana Yoshimoto

Book:Kitchen

Work

Kitchen

Kitchen is a novel that delves into the lives of the staff and patrons of a renowned Parisian restaurant. The story unfolds in the bustling kitchen, where the characters navigate the complexities of personal relationships and the pursuit of culinary excellence. more

Author

Banana Yoshimoto
Banana Yoshimoto

Banana Yoshimoto is a Japanese writer celebrated for her minimalist and introspective style. Born on July 24, 1964, she gained prominence in the 1990s with her novel 'Kitchen'. Yoshimoto's works often delve into themes of loneliness, youth, and the complexities of human relationships. more

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“Ha detto che le era difficile immaginare il mondo senza di lei. Quando sei giovane e pensi a un mondo e a un tempo in cui tu non esistevi, la cosa non ti turba. Perché la storia sembra dotata di una direzione implicita che porta fatalmente al momento in cui sei tu a irrompere sulla scena. Il mondo senza di noi prima di noi è una lunga fase preparatoria. Il mondo senza di noi dopo di noi invece è semplicemente il mondo senza di noi. Finché appare lontano riusciamo a placare l’angoscia dell’idea. Ma io so che fra qualche settimana, al massimo qualche mese, non ci sarò piú e il mondo continuerà a esistere, senza nemmeno una increspatura. Senza nemmeno un sussulto. Voi piangerete, ma poi dovrete occuparvi delle questioni pratiche e smetterete di piangere. E comunque sarete sollevati che questa sofferenza non ci sia piú. Potrete distogliere lo sguardo e occuparvi di vivere. Come è giusto. E tutto sarà finito.”

“Guardai fuori, le ombre delle rocce e dei cespugli, la pianura e la collina. Volevo un po’ di pioggia che pulisse tutto, un po' di vento che l'asciugasse. Ma la terra era immobile e secca. Così sia. Può non piacermi, ma sono felice che l'erba sia asciutta, e gli animali nelle loro tane. Il piacere è l’orgoglio dell’umanità sono più sentiti nel disattento, sonnacchioso potere della terra. Anche quando si muove per distruggere, aggiunge qualcosa. Isolarsi troppo da essa diminuisce le nostre conquiste e fallimenti. Dobbiamo sentire le forze con cui viviamo…”

“Guardai fuori, le ombre delle rocce e dei cespugli, la pianura e la collina. Volevo un po’ di pioggia che pulisse tutto, un po' di vento che l'asciugasse. Ma la terra era immobile e secca. Così sia. Può non piacermi, ma sono felice che l'erba sia asciutta, e gli animali nelle loro tane. Il piacere e l’orgoglio dell’umanità sono più sentiti nel disattento, sonnacchioso potere della terra. Anche quando si muove per distruggere, aggiunge qualcosa. Isolarsi troppo da essa diminuisce le nostre conquiste e fallimenti. Dobbiamo sentire le forze con cui viviamo…”