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Quote by Abhijit Naskar

Work

Hazrat-e Humanity: The Uncultured Polyglot

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Author

Abhijit Naskar

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“Stavano giocando con il fuoco. Si sarebbero scottati entrambi, ma lei sapeva che rischiava di avere la peggio. Era troppo fragile, troppo insicura e troppo innamorata per non soffrire di un gioco stupido come quello che Ben stava facendo. «Hai detto che non mi avresti nemmeno sfiorato» sussurrò sostenendo il suo sguardo e negli occhi chiari di lui lesse un abisso di desiderio e passione che la spaventarono. Lui non distoglieva gli occhi da quelli di lei ma sorrise. Mosse la mano in modo che non scivolò fuori da quella di Sarah ma le loro dita si intrecciarono e fu lui a stringere. «A meno che sia tu a chiedermelo» sussurrò poi. «Non te lo sto chiedendo» disse Sarah con voce rotta. Era confusa ed eccitata. Non poteva negarlo a stessa, ma non intendeva mostrare il fianco a lui diventando facile preda. «Non ancora» disse di nuovo lui con voce impercettibile e lo sguardo incupito dal desiderio represso.”

“Gli uomini amano inventare mostri e mostruosità. Così hanno l'impressione di essere loro stessi meno mostruosi. Quando bevono come spugne, imbrogliano, rubano, picchiano le donne con le briglie, fanno morire di fame la vecchia nonna, colpiscono con la scure una volpe presa in trappola o riempiono di frecce l'ultimo unicorno rimasto sulla terra, amano pensare che più mostruosa di loro c'è sempre la Mora che s'intrufola nelle casupole all'alba. Allora si sentono in qualche modo il cuore più leggero. E trovano più facile vivere.”

“Una confessione in iscritto è sempre menzognera. Con ogni nostra parola toscana noi mentiamo! Se egli sapesse come raccontiamo con predilezione tutte le cose per le quali abbiamo pronta la frase e come evitiamo quelle che ci obbligherebbero di ricorrere al vocabolario! È proprio così che scegliamo dalla nostra vita gli episodi da notarsi. Si capisce come la nostra vita avrebbe tutt’altro aspetto se fosse detta nel nostro dialetto.”

“Sonder - n. the realization that each random passerby is living a life as vivid and complex as your own—populated with their own ambitions, friends, routines, worries and inherited craziness—an epic story that continues invisibly around you like an anthill sprawling deep underground, with elaborate passageways to thousands of other lives that you’ll never know existed, in which you might appear only once, as an extra sipping coffee in the background, as a blur of traffic passing on the highway, as a lighted window at dusk.”

“Here's the thing: Everyone's different, right? And sure, there are common experiences, but everyone sees the world at least a little differently. Everyone filters it in their own way. You know your...experience, and you know so much more than I'll ever know, but you can't know everyone's experience. Because if you think people are the same, if you think our experiences are interchangeable, well....We are all individuals. People are real. People matter. Each one of us matters, for our differences as much as for our similarities.”