Quotessence
Home / Quotes / Quote by Jhumpa Lahiri

Quote by Jhumpa Lahiri

“Did I imagine her? No, I'm certain I saw her. A variation of myself with a sprightly step, determined to get somewhere, just up ahead.”

Quote by Jhumpa Lahiri

Work

Whereabouts

Browse quotes and source details for this work. more

Author

Jhumpa Lahiri
Jhumpa Lahiri

Jhumpa Lahiri is an Indian-American author known for her insightful exploration of immigration and multiculturalism. Her works often focus on the inner world of second-generation immigrants, delving into themes of identity, belonging, and cultural conflict. Born on July 11, 1967, Lahiri graduated from Brown University and received a Master of Fine Arts degree from Columbia University. more

You May Also Like

“Taking LSD was a profound experience, one of the most important things in my life. LSD shows you that there's another side to the coin, and you can't remember it when it wears off, but you know it. It reinforced my sense of what was important -- creating great things instead of making money, putting things back into the stream of history and of human consciousness as much as I could. -- Steve Jobs”

“Fu un momento indimenticabile. Andammo verso via Caracciolo, sempre più vento, sempre più sole. Il Vesuvio era una forma delicata color pastello ai piedi della quale si ammucchiavano i ciottoli biancastri della città, il taglio color terra di Castel dell'Ovo, il mare. Ma che mare. Era agitatissimo, fragoroso, il vento toglieva il fiato, incollava i vestiti addosso e levava i capelli dalla fronte. Ci tenemmo dall'altro lato della strada insieme a una piccola folla che guardava lo spettacolo. Le onde ruzzolavano come tubi di metallo blu portando in cima la chiara d'uovo della spuma, poi si frangevano in mille schegge scintillanti e arrivavano fin sulla strada con un oh di meraviglia e timore da parte di tutti noi che guardavamo. Che peccato che non c'era Lila. Mi stenti stordita dalle raffiche potenti, dal rumore. Avevo l'impressione che, pur assorbendo molto di quello spettacolo, moltissime cose, troppe si spampanassero intorno senza lasciarsi afferrare. Mio padre mi strinse la mano come se temesse che sgusciassi via. Infatti avevo voglia di lasciarlo, correre, spostarmi, attraversare la strada, farmi investire dalle scaglie brillanti del mare. In quel momento così tremendo, pieno di luce e di clamore, mi finsi sola nel nuovo della città, nuova io stessa con tutta la vita davanti, esposta alla furia mobile delle cose ma sicuramente vincitrice: io, io e Lila, noi due con quella capacità che insieme - solo insieme - avevamo di prendere la massa di colori, di rumori, di cose e persone, e raccontarcela e darle forza".”