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Quote by Andri Snær Magnason

“Per tutto il XX secolo abbiamo preteso che la terra ci fosse utile, abbiamo voluto aumentarne la resa [...]. Buonsenso, lo abbiamo chiamato. A che ci serve una palude? Perché avere tante mosche? Perché non liberarci della concorrenza di volpi e coccodrilli? Decidiamo di salvaguardare una zona solo quando ne vediamo l'utilità pratica: la sua trasformazione in un parco nazionale o in un'attrazione turistica; e l'utilità dev'essere quantificabile, almeno in termini di profitto: occupazione, merchandising attività collegate. Quando si parla della barriera corallina si citano sempre la pesca e il turismo. L'arte, la giustifichiamo con delle vendite e il volume d'affari. La cultura e la scienza devono sempre trovare la loro legittimazione nei beni di consumo e nell'occupazione che creano.”

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Work

On Time and Water

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Author

Andri Snær Magnason

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“Per tutto il XX secolo abbiamo preteso che la terra ci fosse utile, abbiamo voluto aumentarne la resa [...]. Buonsenso, lo abbiamo chiamato. A che ci serve una palude? Perché avere tante mosche? Perché non liberarci della concorrenza di volpi e coccodrilli? Decidiamo di salvaguardare una zona solo quando ne vediamo l'utilità pratica: la sua trasformazione in un parco nazionale o in un'attrazione turistica; e l'utilità dev'essere quantificabile, almeno in termini di profitto: occupazione, merchandising e attività collegate. Quando si parla della barriera corallina si citano sempre la pesca e il turismo. L'arte, la giustifichiamo con le vendite e il volume d'affari. La cultura e la scienza devono sempre trovare la loro legittimazione nei beni di consumo e nell'occupazione che creano.”

“En casi todas las vidas existe una noche en donde las negruras del sufrimiento se precipitan; una noche oscura del espíritu, cuyo tenebroso recuerdo nos persigue hasta en los más irisados días de después. Noche durante la cual todo el amargo sentido de la existencia se destila segundo a segundo, en el insomnio. Hasta esa noche no se sabe la verdadera extensión de las horas. En ella los miedos no logran tomar voz, y se quejan las cosas con misteriosos ruidos, y palpitan los relojes queriendo adelantarse para escapar al deber de medir minutos tan hondos, y el viento y los perros ululan, y cantan los gallos ávidos de forzar el alba.”

“Se me quiebra la voz aunque hay un millón de cosas que quiero decirle, así que me pongo de puntillas y lo beso, esperando lograr con esa caricia lo que me es imposible contarle de cualquier otra forma. Oliver me devuelve el beso con voracidad, tan hambriento como yo. Mordisquea mis labios y su lengua se hunde en mi boca con desesperación. Nos besamos con ansia, los prejuicios perdidos junto con una parte de nosotros mismos que nos dejamos en este instante único, en esta cocina; las emociones en los labios y en la piel, y el tiempo deteniéndose para nosotros solo una vez más.”