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Quote by Alessia Lo Bianco

“Amore era una parola banale e un concetto troppo semplice per esprimere quello che la legava a Lucian. Forse, non esisteva un termine per descriverlo. Quello che provava per lui assomigliava a un fiotto di energia luminosa che, trafiggendole l’anima come mille frecce arroventate, la faceva ardere in una fiamma selvaggia.”

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Work

La duchessa di ghiaccio

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Author

Alessia Lo Bianco

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“Aspetta un momento,” mormoro, facendo un passo indietro. All'improvviso ho un sospetto. “Non vorrai mostrarmi una specie di alcova sadomaso, vero? Non possiedi una stanza con le pareti di cemento, le catene attaccate al soffitto, un armadietto pieno di vibratori, uno scaffale carico di frustini e palette, e un set di corde, e una Croce di Sant'Andrea. Non stai per dirmi che vuoi farmi conoscere un lato oscuro di te, che sei nato in un certo modo, e che per provare e far provare piacere hai bisogno di certe cose…” Prendo fiato e aggiungo: “Vero?” Le labbra di William si curvano in un sorriso divertito. “Non possiedo un’alcova sadomaso, Laura. Non ho bisogno di una stanza con le pareti di cemento, le catene attaccate al soffitto, e tutte le altre cose che hai elencato.” Si avvicina, dicendo il resto al mio orecchio. “Non ho bisogno di certe cose per provare e far provare piacere. E tu lo sai.”

“«Io non mi sposo, se mi dici che mi ami e vuoi stare con me» azzardai, con il respiro strozzato in gola e le mani gelide per la tensione. Lui si volse verso di me. «Qui non si tratta di me, Serena» iniziò lui, ed ebbi un brivido di paura: non mi chiamava mai con il mio nome completo. «Non si tratta di Christian o di quello che provo per te. Se ti dicessi che ti amo e tu lo lasciassi e poi tra noi non funzionasse? La colpa sarebbe mia che ti ho portato via da lui.» «Non capisco» tentai di stimolarlo a spiegarsi meglio. «Tu devi lasciarlo perché vuoi farlo, non perché ci sono io di mezzo.» Il silenzio si fece pesante e denso. «Tu vuoi un figlio e vuoi sposarti, io questo non posso farlo» aggiunse lui dopo, distogliendo lo sguardo dal mio che si stava riempiendo di lacrime. «Ho paura di restare sola» bisbigliai. «Tutti abbiamo paura di restare soli, ma non si sposano solo per quel timore.» Pensai che avevo avuto ragione. Nico non sarebbe mai stato mio marito e forse non avremmo avuto dei bei bimbi cicciotti che correvano per casa, ero disposta a rinunciare a quello per lui? «Io sono innamorata di te, anche se non volevo accadesse. Ma tu cosa provi davvero per me?» Nico tornò a fissarmi. Era strano, sembrava assente e lontano, freddo come il ghiaccio e pericoloso come la punta di un coltello, e con quello sguardo mi colpì al cuore, dritto, affondando la lama sino all’impugnatura. «Sei importante per me». Tutto qui? Pensai subito. Solo quello, io ero importante, come poteva esserlo un cane o un animale domestico. Con le lacrime agli occhi guardai le fiamme spietate nei suoi occhi, fiamme che mi stavano divorando l’anima e tutti i sentimenti che avevo dentro. «Anche se provassi qualcosa per te, non te lo direi mai. Io sono così e sarò sempre così» aggiunse lui, poco dopo, scostandosi dal mio contatto, non solo da quello visivo. «Se devi piangere vai a farlo da un’altra parte, per favore» commentò lui, la voce fredda, priva di inflessioni che mi fece così male da farmi sentire i polmoni collassare. Tutto lì. Niente Addio, Serena, niente Chiamami quando starai meglio, niente Scusami, sono un cretino. Mi asciugai le lacrime dal viso, gli girai intorno, raccogliendo i miei vestiti che infilai velocemente e uscii dalla porta come ero entrata: sola.”