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Quote by Reinhold Messner

“Più in alto salivo, più in alto andavo, più mi era chiaro che il mondo sarebbe andato avanti a esistere anche senza di me, e che tutti gli dei sarebbero scomparsi con l'umanità. Perché sono proprio gli uomini che creano gli dei.”

Quote by Reinhold Messner

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La vita secondo me

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Author

Reinhold Messner
Reinhold Messner

Reinhold Messner, born on September 17, 1944, is an Italian mountaineer renowned for his extraordinary achievements in the field of mountaineering. He is the first person to summit the highest peak on each of the seven continents and the first to climb Mount Everest solo. Messner is celebrated for his contributions to mountaineering and his dedication to the sport. more

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“E serve che si rompa l'isolamento e che sia incoraggiata ogni occasione buona per fare comunità, per stare e fare insieme: la festa (d'inverno, prima che d'estate!), la banda del paese e le musiche, il ritrovo per giocare e parlare e insieme vedere la televisione, i lavori condivisi, la gestione e la manutenzione collettiva degli spazi comuni, dell'acqua e delle strade. Poi serve che si torni a fare produrre la terra e il bosco, per tanto o per poco, per lavoro o per passatempo, per fare commercio o anche solo per l'orto di famiglia. E serve che i ristoratori e i negozi preparino e vendano il più possibile i prodotti locali, la carne degli allevamenti che tengono in vita i pascoli, le acque minerali più vicine. E bisogna fare in modoche chi lavora su questi monti possa farlo in pace, senza l'aggravio di oneri, registri, carte, controlli. E che i diritti comunitari della terra e le sue risorse siano preservati e sia interrotto il processo di liquidazione delle terre comuni e degli usi civici. È una cosa nobile recuperare la memoria, è bene farlo senza cedere alla nostalgia, ed è anche importante recuperare le musiche, le varietà agricole, le case e le ricette; ma ciò che, sopratutto, bisogna recuperare è la comunità, quella degli abitanti, quella di tutti i giorni, nel bello e nel cattivo tempo. La montagna può tornare a vivere.”

“Nelle società dove i beni, ormai trasformati in merci, sono sovrabbondanti, è conveniente che le cose siano fatte per deperire rapidamente e rapidamente essere rimpiazzate: queste sono le società che compensano la sovrabbondanza delle merci con altrettanta sovrabbondanza di rifiuti e si esprimono nel consumo compulsivo e coatto di oggetti e persone e nella loro rapida sostituzione, fino alla morbosità del monouso. Così, proseguendo nel ragionamento, si potrebbe osservare che, più in generale, qualità e quantità si manifestano in un rapporto inversamente proporzionale: la penuria di beni costringe alla massima attenzione nella loro produzione e nel loro uso, quanto la loro abbondanza ne legittima l'incuria e la trascuratezza, come oggi si può agevolmente notare nell'edilizia come nell'abbigliamento, nell'arte come nei sentimenti.”

“I più avveduti sono coloro che stanno vicino alla natura: chi abita in montagna pare che abbia nello sguardo un senso di gratitudine verso il mondo, non ha le arroganze cittadine. Chi coltiva la terra esprime già un amore, e può ancora credere in un mondo sano e salvo. Per l'esperienza che ho dei miei paesi l'ipocrisia è assai meno frequente rispetto al capoluogo. E poi nei paesi è più chiaro il corso delle cose, se ne coglie l'inizio, lo svolgimento e la fine.”

“Facciamo a braccetto gli ultimi passi. Siamo su. Ci abbracciamo. E’ mezzogiorno. Abbiamo raggiunto la meta dei nostri desideri, poco sotto il cielo. Oswald è completamente euforico. Grida “Siamo su, siamo su” dietro la sua maschera. Io sono felice, perché la vetta comporta anche la fine della penosa salita. La vetta significa non dover più fare nessun passo verso l'alto. Non riesco ancora ad esserne consapevole, solo le mie conoscenze mi dicono: “Questo è il punto più alto della terra”. Scattiamo le fotografie per l'album di famiglia: io, il vincitore della vetta, io, il superuomo. Io, la creatura senza fiato, io, il Reinhard su un mucchio di neve. Pian piano realizzo il freddo, il vento, la mia stanchezza. Pian piano, dopo la gioia, viene la tristezza, viene una sensazione di vuoto: una utopia è diventata realtà. Intuisco che anche l'Everest è solo un'anticima. La vera cima non la raggiungerò mai.”