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Quote by Veronica Vitale

“[Coordinata No° 38] Bisogna dare indifferenza quando ricevi indifferenza, perché tu soffri, si, ma bisogna capire se l’altra parte soffre come te. Soffri…Principè. Stà a sent’ il maestrino tuo. Soffri ! ‘che dal tunnel, si esce sempre. Potrei dirti che mi faceva male, che soffrivo, e invece no, quando succedeva a me me rodeva er culo” (Regola sull’indifferenza e la speranza Stelvio Cipriani, a Veronica Vitale)”

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Veronica Vitale

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“Mentre si infilava la giacca, lei stava mettendo i piatti nella lavastoviglie, un gesto banale quanto consueto e Andrea pensò a tutti i gesti insignificanti che accompagnano la vita, riti ripetitivi dei quali non ci rendiamo conto proprio perché li abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e per questo li diamo per scontati. Troppo spesso ci rendiamo dell'importanza delle cose quando non ci sono più come gli era capitato con suo padre quando la morte se lo era portato via troppo presto. Sistemare la casa era un'azione comune da parte della moglie alla quale lui non dava il giusto peso mentre doveva essere felice di avere Patrizia accanto, nella gioia e nel dolore, forse banalità ma che, in ogni caso, non a tutti era concessa.”

“Ci sono corpi destinati ad incastrarsi. Non importa come, dove, perché. Non si spiega. Puoi far finta di niente, dire che non è vero. Ma sai di mentire. Sono corpi che si chiamano anche in mezzo ad un salone pieno di gente. Tu parli, conversi concentrata, ma senti le viscere pulsare. La chimica ti attira come una calamita. Il desiderio. E quando ci si incontra. Si sa già tutto I'uno dell'altro. L'odore, il sapore, dove è sensibile, dove vuole farsi toccare. Come baciarlo, quanto stringerlo. Due libri aperti che si sfogliano, per arrivare allo stesso finale.”

“Faith is A Private Pill (Sonnet) Faith is a private pill, not public law; belief is a personal mechanism, not a mandate. I am not a religious figure, but a human one; only gospel I offer is the gospel of tolerance. I stand not to dehumanize, but to dedogmatize, yet to entitled bigots it always feels dehumanizing. In my world, science is philosophy is theology is poetry, beyond the grasp of your fractured compartmentalizing. Ivory tower of belief and ivory tower of logic, are both equally antithetical to life's delicacies. We gotta bring belief down from the sky into the soil, and logic down from the tower onto the streets. Live deeply, love madly, indulge moderately; remember, vengeance is not power, but paralysis. Love is not an emotion, love is existence; tolerance is not a faculty, it's consciousness.”

“Ho fissato il punto in cui è scomparsa la macchina di Markus per alcuni minuti, prima di trovare il coraggio di muovermi. Avevo l’impressione che, allontanandomi, tutto avrebbe assunto una sfumatura di ufficialità. Finché fossi restata lì, ferma, Markus sarebbe potuto tornare indietro. Chiedermi scusa. Baciarmi ancora. Poi il freddo mi ha obbligata ad arrendermi e mi sono rifugiata in casa, al sicuro. Ma si è davvero al sicuro quando ci si barrica nella propria stanza con il cuore che rimane fuori?”

“Non sono molto a modo. Non mi ci sono sentita elegante nemmeno il giorno del mio matrimonio; per ballare raccoglievo il mio abito da sposa, tra le braccia come un enorme lenzuolo che sta per essere messo in lavatrice. La verità, è che considero molto più aggraziato il rossore che esplode sul volto di una donna dai vestiti goffi, dopo un complimento. O quello simpatico, sulle gote di un vecchio lavoratore, al suo terzo bicchierozzo di vino, piuttosto di un fine tacco a spillo o una stilosa cravatta poggiata sul pancione di chi, il vino, finge di gustarlo. Il vino, si gusta davvero solo se si è sporchi! Sporchi di lavoro, di campagna, di matrimonio, di pic-nic con bambini, di risate tra amici, di sagra di paese, sporchi di pensieri e desideri, che tinti di rosso diventano perversioni e proibizioni. Sporchi di verità e semplicità, che l'alcool brucia solo a chi, queste, non le sa ingoiare o affrontare.”

“Ci sono vite che si tengono per mano. Vite, legate ad un elastico, che si avvicinano e si allontanano, si allontanano e si avvicinano. Vite incatenate cosi forte da mischiarsi la pelle! E poi... poi ci sono vite che unite da un filo sottilissimo, spezzato dagli errori e dal dolore, riannodato con pazienza in più punti. Vite speciali, le chiamo io, perché hanno unto quel filo dell'incertezza di speranza e dedizione. Perché non hanno avuto paura di perdersi ma hanno rispettato il modo difficile aversi. L'amore annoda e ripara.”

“E in quel momento le loro mani s'incontrarono e si strinsero, ma essi non lo sapevano. E continuavano ad attendere qualcosa. Poi a un tratto parve loro che sopra le creste dei monti lontani s'innalzasse un'altra imponente montagna di tenebre, giganteggiando come un'ombra che volesse inondare il mondo, puntellata di bagliori; poi un tremito percorse la terra e le mura della Città vibrarono. Un rumore simile a un sospiro si levò dalle campagne circostanti, e i loro cuori ricominciarono improvvisamente a battere. "Mi ricorda Númenor", disse Faramir, e si stupì di udirsi parlare. "Númenor?", ripeté Éowyn. "Sì", disse Faramir, "la terra dell'Ovesturia che s'inabissò, e la grande ombra oscura che sommerse tutte le terre verdi e le colline e che avanzava, oscurità inesorabile. La sogno sovente". "Allora credi che l'Oscurità stia arrivando?", disse Éowyn. "L'Oscurità Inesorabile?". E improvvisamente si strinse a lui. "No", disse Faramir guardandola in viso. "Era soltanto un'immagine. Non so che cosa stia accadendo. Ragionando a mente lucida direi che una grande catastrofe è avvenuta, e che ci troviamo alla fine dei giorni. Ma il cuore mi smentisce, e le mie membra sono leggere, e sono invaso da una speranza e da una gioia che la ragione non può negare. Éowyn, Éowyn, Bianca Dama di Rohan, in questa ora io non credo che alcuna oscurità possa durare!". E, chinatosi, le baciò la fronte. E rimasero così sulle mura di Gondor, mentre un grande vento si levava e soffiava fra i loro capelli, biondi e corvini, mescolandoli nell'aria. E l'Ombra scomparve, e il Sole fu svelato, e la luce crebbe; e le acque dell'Anduin brillarono come argento, e in tutte le case della Città gli uomini cantavano, spinti da una gioia inspiegabile che traboccava dai loro cuori.”