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Quote by Alessandro Baricco

“Non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo… salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l’onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l’unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l’ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E’ lì che salta tutto, non c’è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non puoi nemmeno immaginare.”

Quote by Alessandro Baricco

Work

Ocean Sea

This book delves into the depths of the ocean, covering its diverse ecosystems, historical significance, and the challenges faced by marine life and human exploration. more

Author

Alessandro Baricco
Alessandro Baricco

Alessandro Baricco is an Italian writer born on January 25, 1958. His works are known for their unique narrative style and rich imagination, spanning across novels, poetry, and drama. more

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“As water cannot rise higher than its source, so the moral quality in an act can never be higher than the motive that inspires it. For this reason no act that arises from an evil motive can be good, even though some good may appear to come out of it. Every deed done out of anger or spite, for instance, will be found at last to have been done for the enemy and against the kingdom of God.”

“« A forza di vedere e sentire troppe cose, la maggior parte delle persone finisce per essere satura, disillusa. Costoro hanno l'impressione di non avere più nulla da imparare: lasciano scivolare la propria attenzione senza mai soffermarsi su niente, e in loro non si imprime più nulla. Dicono: «Questo lo so... Questo l'ho già visto... E anche questo... e anche quest'altro...». Allora guardano senza vedere, ascoltano senza udire. Eh sì, l'abitudine... Ma non c'è niente di più dannoso che lasciarsi governare dall'abitudine: il cervello si rammollisce. In realtà l'unica abitudine da prendere è quella di non abituarsi a nulla, e guardare sempre sotto una nuova luce e con nuova attenzione le idee, gli esseri e gli oggetti. Osservateli, studiateli come se li incontraste per la prima volta: scoprirete allora i legami che esistono tra loro, e qualcosa della vita dell'universo si rivelerà a voi. Di tanto in tanto sforzatevi anche di respirare e di mangiare come se fosse la prima volta. »”

“Se mi vedevate appoggiata al muretto che guardavo in giù, l’acqua, avreste detto: Toh, sta pensando. Ma non era vero. Cioè, avevo delle parole in testa, ma solo perché una ha delle parole in testa non vuol dire che sta pensando, come avere una tasca piena di monetine non vuol dire che sei ricca. Le parole che avevo in testa erano, cioè, cagate, bastardo, troia, merda, fanculo, tiraseghe, e mi giravano dentro tanto in fretta, troppo in fretta anche per lasciarmici tirar fuori una frase. E questo non sarebbe un vero pensare, giusto?”