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Quote by Sebastian Faulks

Work

Engleby

Engleby is a character-driven narrative that follows the enigmatic Engleby as he navigates the complexities of his past and present. The story unfolds in a manner that invites readers to piece together the puzzle of Engleby's life, examining the impact of his actions and the secrets he keeps. more

Author

Sebastian Faulks
Sebastian Faulks

Sebastian Faulks is a renowned British novelist known for his delicate writing style and profound character portrayals. His works cover a range of themes including World War II, love, and history, with 'Birdsong' and 'The Man Who Could Not Stop Laughing' being his most representative works. more

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“Ma l'identità non è un valore da tenere sottovetro, come la marmellata. Non è un reperto archeologico, non è una icona turistica, non sarà mai un revival folklorico. Non è qualcosa che si conquista e si ha per sempre, ma un processo. Non è una cosa fissa che esiste e punto, come un “Dio c'è” in autostrada, ma è una convinzione che si può discutere. E’ una relazione e viene definita dal rapporto con l'altro, da cui dipende. Sempre che il mutamento non sia avvertito come una minaccia. Il confronto fa crescere, ma solo chi non teme la diversità e non ha paura di perdere qualcosa. La via senza sbocchi è considerare l'identità un condensato di tradizioni, la via più avventurosa è andarla a cercare nella vita quotidiana. La necessità di ripensare l'identità in termini evoluti e dinamici è evidente. Costruita o ereditata che sia, va lavorata e possibilmente migliorata, offrendola al futuro. Se la globalizzazione ha un merito, è quello di salvarci da identità dure e sclerotiche. Vivaddio, guardandoci un po’ attorno possiamo anche scegliere chi essere.”

“Ma se non sappiamo nemmeno più dove vive, adesso, quel che vive, e che cos'è, come si chiama! E se ci lasciassero soli, senza i libri, noi ci confonderemmo subito, ci smarriremmo - non sapremmo da che parte stare, dove aggrapparci; cosa amare e cosa odiare, cosa rispettare e cosa disprezzare! Persino essere uomini è un peso, per noi, - uomini con un corpo vero, nostro, di carne e sangue; ce ne vergogniamo, noialtri, lo consideriamo un'onta e c'incaponiamo di essere chissà quali "uomini in generale", che in realtà non sono mai esistiti. Siamo dei nati morti, noialtri, ed è già da tanto tempo che nasciamo da padri che non sono più vivi, il che d'altronde continua a piacerci sempre di più. Ci stiamo prendendo gusto. Presto escogiteremo un modo di nascere addirittura da un'idea. Ma basta; non ho più voglia di scrivere "dal Sottosuolo"...”

“Giovanni, in proposito, mi ha detto: «Sono talmente confuso che non riesco a immaginarmelo, un domani. Non c'è nessun posto che faccia per me, nessuna condizione di vita nella quale mi vedo. Non mi è possibile figurarmi il futuro, non riesco a pensarlo o a pensare il mondo, se prima non mi capisco io.» Mi pare sia precisamente questo, il punto: non può esserci futuro senza identità, perché altrimenti non ci si può mandare nessuno ad abitarlo.”