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Quote by Marlon James

“Homer porge il libro a Lilith e lei lo prende fra le dita. Lilith si aspetta che sia come un vestito o un portagioielli, facile a rompersi come qualsiasi cosa dei backra. Il libro è duro e morbido al tempo stesso, la copertina su cui fa scorrere le dita sembra lino al tatto, o tela grezza, ma il libro è anche duro come il legno e spesso. Il libro è rosso come il vino o il sangue. Lei non ha mai, mai toccato né annusato niente di simile. Un effluvio come d'olio, o forse di ascelle di uomo bianco, o di polvere e qualcos'altro, tutte cose che separate hanno un odore orribile ma insieme creano la più meravigliosa delle miscele. Lilith chiude gli occhi e fiuta quell'odore come fosse tabacco.”

Quote by Marlon James

Work

The Book of Night Women

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Author

Marlon James
Marlon James

Marlon James is a Jamaican-American novelist known for his profound social commentary and unique narrative style. His works often focus on the history and culture of the Caribbean, particularly the impact of colonialism and racism. more

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“All'occorrenza sì. Ma so leggere e scrivere, anche se questo è vietato a un servo come me." "Oh sì, fai bene, giusta disubbidienza, felix culpa. Un libro va letto, non soltanto fatto, o tenuto sotto l'ascella. Un libro che nessuno legge, non serve, non comanda. Se no, che libro è?" "Dite voi, maestro, un libro che cos'è," dice Vera de Tori, con grazia. E tutti gli altri d'accordo, compresi i tedeschi sempre attenti. "Cosa per dire cose, questo è un libro, se lo sappiamo far parlare. Se no, sta zitto. Il libro parla solo se tu vuoi, quando e quanto ti garba e quanto sai e puoi. Un libro è l'amico più discreto. Non si consuma un libro, se lo leggi. Anzi, più lo leggi e più cresce. E tu con lui. Non è come col pane e col formaggio, quello che mangi tu io non lo mangio, e finito è finito, come il nostro di ieri, e va bene così, buon appetito. Un libro è meglio. Se lo leggono in molti cresce molto, finch'è letto non smette mai di dire quello che ha da dire, a chi lo legge, che sia letto in silenzio tutto solo, o a molti a voce alta in compagnia. Vale sempre di più dei soldi che lo paghi, un libro. Nemmeno del cane Dolceacqua ti potresti comprare anche le feste, non lo scodinzolio. Di un libro invece sì. Toccano il cielo con un dito, i libri, anche se non sono né Bibbia né Corano, verbo divino che dura in eterno. E parlano tra loro, i libri, di tutto, pure di se stessi. Tramite chi li legge. Grazie a chi li scrive. E anche a Paulinu che li fa.”

“Il senso di calore che avvertii la prima volta che tenni un libro in mano, prima ancora di aprirlo, non mi ha mai abbandonato. Cominciai a leggere voracemente, tutto e di tutto, e poco dopo aver finito un libro ne iniziavo un altro. Passavo da Beatrix Potter a A.A. Milne e a J.D. Salinger; da Harold Robbins a Hemingway e Dostoevskij; da Anna Frank a John Steinbeck e Proust; da Leon Uris a Isaac Bashevis Singer e Gertrude Stein, ad infinitum. Ero entrata in una compagnia di sconosciuti, e da allora ho sempre seguito il cammino che hanno tracciato per me. I loro pensieri mi hanno condotto a scoprire altri significati nei miei. Mi ha sempre colpito come un libro parli all'altro, ampliandone il significato.”

“una generazione di giovani, magari con quindici o vent'anni di studio alle spalle, coperti di premi e di lodi, che però non hanno letto niente, non vanno oltre i loro curriculum scolastici o universitari, che sono ignoranti e per giunta privi di curiosità. Un'ora in loro compagnia mette in crisi qualunque vostro concetto di istruzione... Con loro è impossibile avere una vera conversazione, perché parlano solo di se stessi, dei loro amici, dei personaggi famosi, di shopping, di ricette. Vivono in piccoli mondi ristretti e impenetrabili.”