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Francesco Cristofaro Quotes

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Famous Francesco Cristofaro Quotes

“Da quando lo aveva perso, Aurora non era più la stessa. Era diventata una maniaca dell'ordine, della pulizia. Come se mettere ordine in casa, fosse sintomo di ordine mentale, del cuore. Ma non lo era. In quel disordine, c'era tutto tranne che amore. Tutto tranne abbracci, strette di mano silenziose. Tutto tranne gambe incrociate, piumoni tirati da una parte del letto. Però aveva imparato. Aveva imparato a sentirsi comoda in un letto troppo grande per lei. Aveva imparato a comprarsi le rose. Quelle belle, strada vedi e te ne innamori. Tanto le hanno già tirate via, almeno ne approfittava per po' di bellezza. C'è bellezza in ogni cosa, quando ti hanno tolto tutto Solo che inizialmente non lo vedi. Inizialmente vedi Isolo un letto vuoto che ha bisogno di essere riempito. Vedi un appendiabiti con un giubbotto soltanto e pensi "Beh, il suo qui, ci starebbe proprio bene". Non te ne accorgi della bellezza, a volte addirittura, la calpesti, la scansi, la sorpassi. E non ti accorgi che il mondo va avanti lo stesso. Che non esistono graffi più profondi di quelli che possiamo provocare a noi stessi.”

“Un modo per gestire una perdita era anche saper perdere. Molte volte non ce ne accorgiamo. Ci giriamo e rigiriamo nel letto. Perché la verità è che l'uomo non accetta di perdere mai. Non accetta di essere distante dalle cose. Non ama i binari. Come se il treno si reggesse da solo. Non ama lo spazio che divide. La distanza che c'è tra lui e le cose che non conosce, tra lui, le cose che conosce ma che non può possedere. L'uomo odia essere distante dal resto del mondo. Altrimenti non avrebbe accettato di fare un'escursione sulla luna. Per il semplice gusto di dire io ci sono arrivato" o "io ci sono andato vicino" Quel giorno sembrò durare una vita. Perché quando guardi in faccia tutto il dolore del mondo il tempo non basta, non passa.”

“Non esiste un modo per evitare di pensare. Non esiste. Punto. Smettetela. Esiste soltanto un cuore che aspetta. Aspetta che qualcuno se ne accorga. Ma qui non se ne accorge mai nessuno di quanto dolore possa causare. Qui, tu ridi, e tutti pensano che tu stia bene. Ma dove è scritto? Dov'è scritto che la sofferenza debba avere per forza un lato, quello del pianto? Dove c'è scritto? Dov'è scritto che gli sconosciuti non possano abbracciarsi? Dov'è scritto che, se incontro qualcuno per strada che ha paura di respirare, non mi posso fermare ad abbracciarlo? Dov'è scritto che devo per forza parlarne? lo non ne voglio parlare. lo voglio soltanto che qualcuno mi si segga vicino e che sappia aspettare assieme a me. Aspettare che passi. Anche se non passa mai.”