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Tess of the D'urbervilles

Book by Thomas Hardy · 11 quotes · Tess Dei D Urberville, Thomas Hardy, Execution

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Tess of the D'urbervilles Quotes

“In the ill-judged execution of the well-judged plan of things the call seldom produces the comer, the man to love rarely coincides with the hour for loving. Nature does not often say 'See!' to her poor creature at a time when seeing can lead to happy doing; or reply 'Here!' to a body's cry of 'Where?' till the hide-and-seek has become an irksome outworn game.”

“Meanwhile, the trees were just as green as before; the birds sang and the sun shone as clearly now as ever. The familiar surroundings had not darkened because of her grief, nor sickened because of her pain. She might have seen that what had bowed her head so profoundly -the thought of the world's concern at her situation- was found on an illusion. She was not an existence, an experience, a passion, a structure of sensations, to anybody but herself.”

“At breakfast, and while they were packing the few remaining articles, he showed his weariness from the night's effort so unmistakably that Tess was on the point of revealing all that had happened; but the reflection that it would anger him, grieve him, stultify him, to know that he had instinctively manifested a fondness for her of which his common sense did not approve, that his inclination had comrpromised his dignity when reason slept, again deterred her. It was too much like laughing at a man when sober for his erratic deeds during intoxication. It just crossed her mind, too, that he might have a faint recollection of his tender vagary and was disinclined to allude to it from a conviction that she would take amatory advantage of the opportunity it gave her of appealing to him anew not to go. ...When Tess had passed over the crest of the hill he turned to go his own way, and hardly knew that he loved her still.”

“Ma qualcuno potrebbe chiedermi: dove si trovava l'angelo custode di Tess? Esisteva una provvidenza che tutelasse la sua ingenua fiducia? Forse, come quell'altra divinità di cui parlava l'ironico Tisbita, stava chiacchierando, o era inseguito, o era in viaggio o forse, stava dormendo e non si era svegliato. Perché su questo bel tessuto femminile, sensibile come una sottile ragnatela e sino ad allora immacolato come la neve veniva tracciato un disegno così rozzo come quello che era destinato a ricevere? Perché così di sovente ciò che è rozzo s'impossessa di ciò che è più delicato: l'uomo sbagliato, di una donna, la donna sbagliata, di un uomo? Migliaia d'anni di filosofia analitica non sono riusciti a spiegarlo al nostro concetto di ordine. Si potrebbe infatti ammettere la possibilità di una vendetta nascosta nella attuale catastrofe; senza dubbio qualche antenato di Tess d'Urberville, in cotta di maglia, tornando a casa eccitato da una rissa aveva usato lo stesso metro, ancor più spietato forse, verso le contadine del suo tempo. Ma, se far ricadere i peccati dei padri sui figli possa essere una morale abbastanza valida per i teologi, questa viene rifiutata dalla comune natura umana; e quindi non servirebbe a migliorare la situazione. La gente come Tess, in quei luoghi sperduti, non si stanca mai di ripetere col tono fatalistico che le è proprio: Doveva accadere.”

“Attraverso l'esperienza" dice Roger Ascham "troviamo una via breve, dopo un lungo errare". Non di rado questo lungo errare ci rende incapaci di sostenere un ulteriore viaggio; e allora, di che utilità è la nostra esperienza? L'esperienza di Tess Durbeyfield portava a questo genere di inadattabilità: finalmente aveva appreso la lezione, ma chi ora, avrebbe accettato le sue azioni? Se prima di recarsi dai d'Urberville, si fosse sempre mossa sotto l'energia dei molti testi e pensieri gnomici che erano noti a lei e al mondo in generale, senza dubbio non si sarebbe mal lasciata ingannare. Ma Tess non era capace, nessuno è capace, di sentire l'intera verità di quei dorati assiomi in tempo per trarre vantaggio. Come molti altri, avrebbe potuto dire ironicamente a Dio, come Sant'Agostino: 'Tu mi hai consigliato una via migliore di quella che poi mi hai consentito di percorrere.”

“Si era detto cose ciniche sul conto di lei, ma nessun uomo può essere sempre cinico e nello stesso tempo vivere, e così le ritrattò. L'errore che aveva commesso nell'esprimerle era sorto dal fatto che si era lasciato influenzare da principi generali trascurando il caso particolare. Ma ragionare in questo modo diventa qualche volta un esercizio stantio; innamorati e mariti ne hanno fatto esperienza anche prima d'oggi. Clare era stato duro verso di lei, senza dubbio. Gli uomini sono troppo spesso duri con le donne che amano o che hanno amato, e le donne con gli uomini. E tuttavia queste crudeltà sono la quintessenza della tenerezza se le paragoniamo alla crudeltà universale da cui nascono; la crudeltà della posizione in rapporto al temperamento; dei mezzi in rapporto al fine, dell'oggi rispetto a ieri e del futuro rispetto all'oggi.”

“L'unico esercizio fisico che Tess si concedeva a quell'epoca aveva luogo dopo il tramonto; solo allora, fuori nei boschi, le sembrava d'essere meno sola, sapeva come cogliere con precisione quell'attimo della sera, quando la luce e l'oscurità si compensano così equamente che le certezze del giorno e i dubbi della notte si neutralizzano, lasciando un'assoluta libertà mentale. È allora che il difficile impegno d'essere vivi si riduce al minimo. Non temeva le ombre, il suo unico pensiero sembrava quello di evitare l'umanità, o meglio, quella fredda sostanza in aumento chiamata mondo, che, così terribile nella massa, è così meschina, anzi penosa, nelle sue unità. Il suo incedere silenzioso su queste colline e valli solitarie si accordava perfettamente con l'elemento in mezzo a cui si muoveva. La sua figurina flessuosa e furtiva diveniva parte insostituibile della scena. A volte una stravagante fantasia la portava a rendere più intensi i processi della natura intorno a lei, fino a che sembravano partecipare alla sua stessa storia, anzi erano una parte della sua storia, perché il mondo è soltanto un fenomeno psicologico e tutto quello che sembra, in realtà esiste. Il vento improvviso e la brezza di mezzanotte, gemendo tra i germogli strettamente avviluppati e attraverso la corteccia dei ramoscelli invernali, erano forme di un amaro rimprovero. Un giorno piovoso era espressione di inconsolabile dolore per la sua debolezza da parte di un vago essere etico che lei non riusciva a classificare con precisione né come il Dio della sua fanciullezza, né come alcun altro essere. Ma questo essere circondata da elementi caratterizzati, basati su frammenti di convenzione, popolati da fantasmi e da voci avverse, era una triste ed errata creazione della fantasia di Tess: una nube di folletti maligni che la terrorizzava senza ragione. Erano loro, non lei, ad essere esclusi dall'armonia del mondo reale. Camminando tra gli uccelli addormentati nelle siepi, osservando i conigli saltare leggeri nelle conigliere illuminate dalla luna, o fermandosi sotto a un ramo carico di fagiani, Tess si sentiva come un'immagine della Colpa introdottasi nel rifugio dell'Innocenza. Voleva fare una distinzione dove non esisteva nessuna differenza. Si sentiva in antagonismo quando invece c'era un accordo perfetto. Aveva violato una legge sociale universalmente accettata, una legge sconosciuta al mondo che la circondava e dove supponeva di rappresentare una così grande anomalia.”