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Quote by Thomas Hardy

“Si era detto cose ciniche sul conto di lei, ma nessun uomo può essere sempre cinico e nello stesso tempo vivere, e così le ritrattò. L'errore che aveva commesso nell'esprimerle era sorto dal fatto che si era lasciato influenzare da principi generali trascurando il caso particolare. Ma ragionare in questo modo diventa qualche volta un esercizio stantio; innamorati e mariti ne hanno fatto esperienza anche prima d'oggi. Clare era stato duro verso di lei, senza dubbio. Gli uomini sono troppo spesso duri con le donne che amano o che hanno amato, e le donne con gli uomini. E tuttavia queste crudeltà sono la quintessenza della tenerezza se le paragoniamo alla crudeltà universale da cui nascono; la crudeltà della posizione in rapporto al temperamento; dei mezzi in rapporto al fine, dell'oggi rispetto a ieri e del futuro rispetto all'oggi.”

Quote by Thomas Hardy

Work

Tess of the D'urbervilles

This nineteenth-century novel centers on Tess Durbeyfield, a rural peasant girl whose father learns of distant aristocratic ancestry. Sent to claim kinship with the wealthy D'Urberville family, Tess encounters Alec D'Urberville, whose actions set in motion a chain of events that shadow her subsequent life. Later working as a milkmaid, she forms a relationship with Angel Clare, a man of progressive ideals whose response to her past reveals the gap between principle and practice. The narrative traces Tess's movement through agricultural labor, social stigma, and shifting moral landscapes, examining how individual character intersects with circumstance, class hierarchy, and gendered double standards. Hardy's subtitle, "A Pure Woman Faithfully Presented," signals his authorial stance toward his protagonist, framing the work as social critique as much as personal tragedy. The novel belongs to the pastoral tradition while subverting its conventions, and it contributed to debates about sexual morality, religious doubt, and the representation of working-class experience in literature. more

Author

Thomas Hardy
Thomas Hardy

Thomas Hardy, a British novelist born on June 2, 1840, and died on January 11, 1928, is renowned for his novels that depict rural life, reflecting the social changes in 19th-century England. His works often carry a sense of pessimism, depicting the fates of characters with sympathy. more

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“Ma tale è la volpina astuzia della Natura che, fino a quel momento, l'amore per Angel le aveva bendato gli occhi, facendole dimenticare che da questo potevano risultare altre vite, condannate a quella sfortuna che aveva pianto solo per se stessa. Cosi non poté più opporsi ai suoi argomenti. Ma per la tendenza a combattere se stessi propria degli ipersensibili, una risposta si affacciò alla mente dello stesso Clare, che ne ebbe quasi paura. Si fondava sulla eccezionale natura di Tess, che avrebbe potuto usare come promettente argomento. Avrebbe per di più potuto aggiungere: "Su un altopiano dell'Australia, o in una pianura del Texas, chi vuoi che sappia o si interessi delle mie sventure? Chi vuoi che rimproveri me o te?" Ma lei, come la maggior parte delle donne, accettava quella momentanea dichiarazione come se fosse inevitabile. Forse aveva ragione. L'intuitivo cuore della donna conosce non soltanto la sua amarezza, ma anche quella del marito, ed anche se questi presunti rimproveri non fossero indirizzati a lui o ai suoi da estranei, avrebbero potuto raggiungere le sue orecchie partendo dalla sua stessa mente ipersensibile. Era il terzo giorno del loro distacco. Qualcuno potrebbe arrischiare lo strano paradosso che se fosse stato più sensuale, sarebbe stato il più nobile degli uomini. Non diciamo questo, ma l'amore di Clare era senza dubbio etereo all'eccesso, fantasioso sino all'inattuabilità. Per simili nature la presenza corporea è qualcosa di meno attraente dell'assenza corporea; quest'ultima crea una presenza ideale che convenientemente omette i difetti della reale. Tess si rese conto che la propria persona non perorava la sua causa con l'energia che s'era aspettata. Quella frase metaforica era vera: era un'altra donna, diversa da quella che aveva suscitato la sua passione.”

“«Credevo, Angel, che tu mi amassi... amassi me, per quello che sono. Se sono io che tu ami, come puoi guardarmi e parlare così? Tutto ciò mi fa paura! Ho cominciato ad amarti e ti amo, ti amerò per sempre... qualsiasi disgrazia dovesse accadere, qualsiasi cambiamento, perché tu sei proprio tu; non chiedo altro. E allora tu, che sei mio marito, come puoi cessare d'amarmi?»”

“Quando incontri dopo tanto tempo una persona con la quale hai condiviso un pezzo di vita, della quale hai addirittura creduto di essere innamorato, è inevitabile che ti sembra diversa. È cambiata, come cambiamo tutti, e questo ti appare normale. Poi, a volte, se osservi con attenzione, se non distogli lo sguardo, ti rendi conto con sgomento che quella persona non è diversa. È la stessa, almeno nei tratti sostanziali. Era nel passato in cui vi eravate incrociati, che ti era sembrata diversa. Proiettavi su di lei i tuoi desideri, le tue aspirazioni e i tuoi bisogni. In un certo senso te l’eri inventata, l’avevi creata, ti eri raccontato una bugia complessa, articolata e difficile, molto difficile da svelare.[...] A pensarci bene, i cambiamenti si producono solo nei momenti in cui incontri davvero un’altra persona. Di solito sono attimi, tempi minimi, ma con una importanza decisiva nelle nostre autobiografie. Quasi mai ne siamo consapevoli. Anche se ricordiamo quei momenti per la loro perfezione, non capiamo quanto siano importanti per il nostro cambiamento. Pensiamo che sia il tempo, lentamente e ostinatamente, a cambiarci. Invece il tempo in sé non cambia nulla, al massimo invecchia. Le persone incapaci di incontrare davvero gli altri, come Lorenza, non cambiano. Mi chiesi quanto questo potesse riguardare anche me. Cosa sono adesso che ero anche a quel tempo? Non una singola cellula del mio corpo esisteva allora; nessuna cellula di allora esiste adesso. Ma l’identità? Era uguale o era mutata? Mentre io pensavo, lei parlava e beveva.”

“«E quanto alla Brexit… Alcuni sono convinti che i cambiamenti radicali offrano anche grandi opportunità.» «Quindi, secondo te, noi due staremmo meglio se ci separassimo?» «Oddio, no. Stavo parlando del Paese.» Attraversano la strada. «Allora quali sarebbero le opportunità offerte dai cambiamenti radicali di cui parli?» chiede Louise. «Be’, non saremo più impantanati in tutta quella burocrazia. Potremo fare affari per conto nostro.» «Okay, adesso mi sono completamente persa. Non mi va di continuare a parlare del Paese. Sto cercando di capire perché, secondo te, una Brexit coniugale dovrebbe costituire una grande opportunità.» Tom alza le spalle. Ha lo sguardo sfuggente. «Con chi dovresti fare affari, tu? Per quanto ne so, non stai frequentando donne italiane o tedesche. E non credo che potresti avere più fortuna con delle cinesi o delle americane. Mi pare tutta una stupidaggine.» Sono arrivati alla porta di Canyon. «Voglio dire che non deve per forza essere la catastrofe di cui parla il Guardian.» Louise si ferma e lo guarda. Lui evita il suo sguardo, poi alza la mano per suonare il campanello. «Tu hai votato a favore della stramaledetta Brexit! Non toccare quel campanello! Ecco perché ti sei registrato per il referendum. Nonostante tutte le discussioni che abbiamo avuto sull’argomento.» «E ci sono volute due palle così, credimi. Perché tutti quelli che conosco continuavano a insistere che sarebbe stato un disastro.» «Ed è per questo che l’hai fatto? Perché tutti quelli che conosci la pensavano in maniera diversa?» «Era parte dell’attrattiva, sì. Però anche per alcuni complicati, ma molto difendibili, punti di vista socio-economici.» «Prova a difenderli.» «Non ho intenzione di difenderli fuori della porta di ‘Canyon’ un attimo prima della seduta.» Louise alza gli occhi al cielo, sentendogli sottolineare «Canyon». «Difendine almeno uno. Uno piccolo.» «Be’, nessuno è piccolo. Credimi, vorrei che lo fossero. Ma sono grandi. Grandi punti di vista. Grandi idee. Ma soprattutto volevo fare incazzare i tuoi amici.» «Ah, ci sei riuscito. Non ti rivolgeranno mai più la parola» dice Louise. «Non è un argomento di conversazione con gli amici. Come ti ho detto, si tratta di una faccenda privata.» «Come fai a fare incazzare i miei amici, se io non glielo dico?» «Li ho fatti incazzare in quel momento. Mentre votavo. Non voglio sbatterglielo in faccia. La nazione deve andare avanti. Guarire.» «Okay, ci vai tu a lavorare in un ospizio, con il minimo salariale, per rimpiazzare tutti quelli dell’Europa dell’Est che abbiamo perso.» «Sono pronto a fare la mia parte. Anche se non sono di grande utilità, quando c’è di mezzo la morte. O le malattie. O qualunque altra cosa abbia a che fare con un gabinetto.»”