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Quote by Thomas Hardy

“«Credevo, Angel, che tu mi amassi... amassi me, per quello che sono. Se sono io che tu ami, come puoi guardarmi e parlare così? Tutto ciò mi fa paura! Ho cominciato ad amarti e ti amo, ti amerò per sempre... qualsiasi disgrazia dovesse accadere, qualsiasi cambiamento, perché tu sei proprio tu; non chiedo altro. E allora tu, che sei mio marito, come puoi cessare d'amarmi?»”

Quote by Thomas Hardy

Work

Tess of the D’Urbervilles

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Author

Thomas Hardy
Thomas Hardy

Thomas Hardy, a British novelist born on June 2, 1840, and died on January 11, 1928, is renowned for his novels that depict rural life, reflecting the social changes in 19th-century England. His works often carry a sense of pessimism, depicting the fates of characters with sympathy. more

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“Quando incontri dopo tanto tempo una persona con la quale hai condiviso un pezzo di vita, della quale hai addirittura creduto di essere innamorato, è inevitabile che ti sembra diversa. È cambiata, come cambiamo tutti, e questo ti appare normale. Poi, a volte, se osservi con attenzione, se non distogli lo sguardo, ti rendi conto con sgomento che quella persona non è diversa. È la stessa, almeno nei tratti sostanziali. Era nel passato in cui vi eravate incrociati, che ti era sembrata diversa. Proiettavi su di lei i tuoi desideri, le tue aspirazioni e i tuoi bisogni. In un certo senso te l’eri inventata, l’avevi creata, ti eri raccontato una bugia complessa, articolata e difficile, molto difficile da svelare.[...] A pensarci bene, i cambiamenti si producono solo nei momenti in cui incontri davvero un’altra persona. Di solito sono attimi, tempi minimi, ma con una importanza decisiva nelle nostre autobiografie. Quasi mai ne siamo consapevoli. Anche se ricordiamo quei momenti per la loro perfezione, non capiamo quanto siano importanti per il nostro cambiamento. Pensiamo che sia il tempo, lentamente e ostinatamente, a cambiarci. Invece il tempo in sé non cambia nulla, al massimo invecchia. Le persone incapaci di incontrare davvero gli altri, come Lorenza, non cambiano. Mi chiesi quanto questo potesse riguardare anche me. Cosa sono adesso che ero anche a quel tempo? Non una singola cellula del mio corpo esisteva allora; nessuna cellula di allora esiste adesso. Ma l’identità? Era uguale o era mutata? Mentre io pensavo, lei parlava e beveva.”

“«E quanto alla Brexit… Alcuni sono convinti che i cambiamenti radicali offrano anche grandi opportunità.» «Quindi, secondo te, noi due staremmo meglio se ci separassimo?» «Oddio, no. Stavo parlando del Paese.» Attraversano la strada. «Allora quali sarebbero le opportunità offerte dai cambiamenti radicali di cui parli?» chiede Louise. «Be’, non saremo più impantanati in tutta quella burocrazia. Potremo fare affari per conto nostro.» «Okay, adesso mi sono completamente persa. Non mi va di continuare a parlare del Paese. Sto cercando di capire perché, secondo te, una Brexit coniugale dovrebbe costituire una grande opportunità.» Tom alza le spalle. Ha lo sguardo sfuggente. «Con chi dovresti fare affari, tu? Per quanto ne so, non stai frequentando donne italiane o tedesche. E non credo che potresti avere più fortuna con delle cinesi o delle americane. Mi pare tutta una stupidaggine.» Sono arrivati alla porta di Canyon. «Voglio dire che non deve per forza essere la catastrofe di cui parla il Guardian.» Louise si ferma e lo guarda. Lui evita il suo sguardo, poi alza la mano per suonare il campanello. «Tu hai votato a favore della stramaledetta Brexit! Non toccare quel campanello! Ecco perché ti sei registrato per il referendum. Nonostante tutte le discussioni che abbiamo avuto sull’argomento.» «E ci sono volute due palle così, credimi. Perché tutti quelli che conosco continuavano a insistere che sarebbe stato un disastro.» «Ed è per questo che l’hai fatto? Perché tutti quelli che conosci la pensavano in maniera diversa?» «Era parte dell’attrattiva, sì. Però anche per alcuni complicati, ma molto difendibili, punti di vista socio-economici.» «Prova a difenderli.» «Non ho intenzione di difenderli fuori della porta di ‘Canyon’ un attimo prima della seduta.» Louise alza gli occhi al cielo, sentendogli sottolineare «Canyon». «Difendine almeno uno. Uno piccolo.» «Be’, nessuno è piccolo. Credimi, vorrei che lo fossero. Ma sono grandi. Grandi punti di vista. Grandi idee. Ma soprattutto volevo fare incazzare i tuoi amici.» «Ah, ci sei riuscito. Non ti rivolgeranno mai più la parola» dice Louise. «Non è un argomento di conversazione con gli amici. Come ti ho detto, si tratta di una faccenda privata.» «Come fai a fare incazzare i miei amici, se io non glielo dico?» «Li ho fatti incazzare in quel momento. Mentre votavo. Non voglio sbatterglielo in faccia. La nazione deve andare avanti. Guarire.» «Okay, ci vai tu a lavorare in un ospizio, con il minimo salariale, per rimpiazzare tutti quelli dell’Europa dell’Est che abbiamo perso.» «Sono pronto a fare la mia parte. Anche se non sono di grande utilità, quando c’è di mezzo la morte. O le malattie. O qualunque altra cosa abbia a che fare con un gabinetto.»”

“Tutte le volte fingevo di piegare una tovaglia o di bere l'acqua come una scampata al deserto. Pensavo che sarei andata avanti cosí all'infinito. E in fondo non mi dispiaceva. A vederlo sempre solo, sempre su quello sgabello, non mi sentivo sola neanch'io. Non può essere un modo di amarsi pure questo? Restare a guardarlo di nascosto, senza per forza mettere su il solito teatrino di matrimonio e figli?”

“Our deepest fear is not that we are inadequate. Our deepest fear is that we are powerful beyond measure. It is our light, not our darkness, that most frightens us. We ask ourselves, 'Who am I to be brilliant, gorgeous, talented, fabulous?' Actually, who are you not to be? You are a child of God.”

“Eppure, per una di quelle intuizioni dell'animo, apparentemente assurde, che magari al momento non ci si bada ma rimangono dentro, per poi ridestarsi a distanza di mesi e di anni, quando il meccanismo del destino scatterà, Antonio ebbe un presentimento: come se quell'incontro avesse importanza nella sua vita, come se il coincidere rapidissimo degli sguardi avesse stabilito fra loro due un legame che non si sarebbe spezzato mai più, a loro stessa insaputa. Già in passato, più di una volta, aveva constatato la incredibile potenza dell'amore, capace di riannodare, con infinita sagacia e pazienza, attraverso vertiginose catene di apparenti casi, due sottilissimi fili che si erano persi nella confusione della vita, da un capo all'altro del mondo. Ma poi i giorni, il lavoro, i viaggi, la gente. Antonio non ci aveva pensato più, la conturbante figuretta dimenticata e sepolta nei profondi sotterranei della memoria.”