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Quote by Achille Campanile

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Achille Campanile

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“Per secoli le donne hanno avuto la funzione di specchi dal potere magico e delizioso di riflettere raddoppiata la figura dell’uomo. (…) Qualunque possa essere il loro uso nelle civiltà civilizzate, gli specchi sono indispensabili per ogni azione violenta ed eroica. Ecco perché Napoleone e Mussolini sostengono con tanta veemenza l’inferiorità delle donne, perché se queste non fossero inferiori, gli uomini cesserebbero di ingrandirsi. Questo serve a spiegare in parte, il bisogno che tanto spesso gli uomini sentono delle donne. E serve a spiegare la misura del loro disagio se colpiti dalla critica femminile; l’impossibilità per la donna di dire questo libro è brutto, questo dipinto manca di personalità, o qualunque altra cosa, senza suscitare molto più dolore e molta più rabbia di un uomo che esprimesse le stesse critiche. Perchè se lei comincia a dire la verità, la figura nello specchio si rimpicciolisce; viene eliminata la sua idoneità alla vita. Come potrà continuare a giudicare, civilizzare gli indigeni, emanare leggi, scrivere libri,vestirsi a festa e sproloquiare ai banchetti, se non riesce a vedersi a colazione e a cena almeno il doppio di quanto è realmente?”

“C’era una volta il bianco e nero. Anzi, c’è ancora. Nel senso che è importante per raccontare storie di grande impatto visivo. La serie fotografica Architetture Criminali di Adelaide Di Nunzio - che è anche un libro, uscito nel 2020 per i tipi di Crowdbooks - racconta storie di edilizia incompiuta e beni confiscati alla mafia nel Sud d’Italia, ma anche battaglie culturali per la legalità come quella del fratello di Peppino Impastato. Insomma, un lavoro di denuncia e molto altro, al quale nel 2016 è stato dato spazio con una personale in galleria, alla Mediterranea di Napoli. Di Nunzio, che è nata e cresciuta a Napoli, ha realizzato la serie in oltre due decadi di lavoro. Scattando con un forte contrasto bianco nero. Il risultato è un effetto reportage, dove la luce vira su toni neorealistici per raccontare in maniera quasi documentaristica la drammaticità della situazione. Scatti d’autore | “Architetture Criminali”, il libro fotografico di Adelaide Di Nunzio Medium @shotofwhisky”

“Penso a me stessa, alla fine del mio percorso di studi, a tutto quello che so che mi attende, a tutto quello che mi sembra ovvio accada e a tutto quello che non mi chiedo se sia necessario o vitale per me. Non ho fatto nessun lavoretto estivo, a differenza delle mie amiche, non ho messo soldi da parte con cui mi sarei potuta liberare dal fiato materno, mi sono concentrata solo sugli esami e i libri, ho seguito il filo rosso che mi sono ritrovata tra le dita, per anni, per lunghi mesi e ore, l’ho seguito scrupolosamente, quando l’ho perso di vista l’ho rimpianto, me ne sono rammaricata, e adesso sono fuori dal labirinto, ho la testa del Minotauro in una mano e mi guardo intorno: sono pronta, indosso la mia corazza da eroe, qualcuno dovrà notarmi, qualcuno mi preparerà un cantuccio nel mondo, troverà un luogo adatto al mio scintillio, alle mie gesta e ai miei duelli vinti.”

“Un buon libro è per me ciò che una vasca d'acqua fresca è per un cane da slitta spossato in un romanzo di Jack London, ciò che un pasto caldo è per un orfano di Dickens, ciò che una buona battuta di spirito è per una delle sveglie ragazze di Jane Austen. Nella mia personale classifica delle cose per cui vale ancora tutto sommato la pena vivere, la letteratura - bè, quella buona - è al primo posto, poi vengono la birra scura e le patatine al formaggio, poi niente, poi niente, poi niente, e poi gli esseri umani, direte voi, e invece no, e poi certa musica e certi film e avanti così con altre voci prima che nella lista faccia capolino la prima creatura vivente, che comunque è il gatto randagio condominiale e non ha nulla a che fare con la mia famiglia.”