Quotessence
Home / Quotes / Quote by Davide Vinci

Quote by Davide Vinci

Author

Davide Vinci

Browse famous quotes and profile details for Davide Vinci. more

You May Also Like

“Sei stata per me come un corso d’acqua. Un piccolo affluente giunto dal nulla che, nel cuore dell’inverno, ha nutrito le mie radici. Hai tramutato ogni singolo detrito che spingevo con rabbia alla foce in un urlo vitale e, seppur non abbia riconosciuto la tua voce per molto tempo, ho memoria di ogni tuo piccolo gesto. La tua linfa non ha perso proprietà e oggi quelle radici risalgono in superficie in attesa di una nuova primavera. Grazie per avermi fatto ritrovare da solo senza mai esserti assentata.”

“Ho il cuore pesante, mi sembra di avere dentro di me un alieno che vuole aprirmi il petto e venire fuori. Il ricordo di Giulia che mi guarda con amore infinito e mi bacia per ore non vuole proprio andare via. La fine di un amore rende impotenti e i ricordi sembrano fatti apposta per metterti davanti tutto ciò che vorresti invece dimenticare. Sembra quasi che esista uno spazio nel cervello che si aziona con un input involontario e ti fa rivivere tutte quelle situazioni che vorresti cancellare con un click. I ricordi possono essere invadenti e più vorresti allontanarli più rimangono lì, come un corvo sulla spalla, facendoti sentire un totale cretino”

“Mio. Il pensiero le attraversò la mente veloce come un alito di vento, una scarica fredda dalla testa alle dita dei piedi. Mio. Era meno di un fatto ma più di un desiderio – venti giorni ormai dalla prima volta in cui si erano visti, un poco meno da quando l’aveva baciata. Una settimana da quando, quella sera, l’aveva quasi avuta sul pavimento della cucina. Quella sera le echeggiava ancora nelle ossa. Quella sera e Won-ho, il suo sapore, il suo tocco – informazioni non volute che l’avevano tenuta sveglia di notte, conoscenza molesta che si era portata sotto la pelle per i tre appuntamenti successivi, mai davvero da soli. Impossibile ritrovare quel furore quando sapeva benissimo che nella stanza accanto Yae-rim ascoltava musica con un auricolare solo, curiosa. Sua. Era il corollario di mio – impossibile possedere qualcuno, averlo, senza che lui ci possieda, uno scambio uguale, pelle per pelle, sangue per sangue. Sua: quella sillaba piccolissima, quasi una catena sulla pelle. Lo guardò lavorare, accorciare i rami con gesti esperti, accurati, le cesoie che brillavano al sole. Si ascoltò il sangue correre lento ma tiepido nelle vene, il cuore battere piano. Mio, sua. La sintattica sapeva essere pericolosa.”

“Glielo spiegai; non a parole, ma nel linguaggio della carne, di labbra, lingua e mani, del respiro accelerato e del pulsare del sangue nelle vene, nell'umore salato del desiderio. È la stessa domanda che poniamo alla nostra esistenza, e anche la risposta è sempre la stessa. Il mistero non è nella domanda e neppure nella risposta, ma nel continuare a domandarsi e a rispondersi, perché la fine è generata dall'inizio.”

“«Qualunque cosa succeda, io non tornerò mai a casa» disse lei risoluta. «Lo so.» Eleanor tacque. «Qualunque cosa succeda,» disse Park «io ti amo.» E si abbracciarono. «Non riesco a credere che la vita ci abbia fatto dono l'uno dell'altra per poi riprendersi indietro tutto» continuò Park. «Io sì. La vita è una merda» fece lei. Park la strinse ancora di più a sé e le affondò il viso nel collo. «Sta a noi, però...» sussurrò. «Sta a noi non perdere tutto questo.»”

“Amore, quante strade per giungere a un bacio, che solitudine errante fino alla tua compagnia! I treni continuano a rotolare soli con la pioggia. A Taltal ancora non albeggia la primavera. Ma tu ed io, amor mio, siamo uniti, uniti dai vestiti alle radici, uniti d'autunno, d'acqua, di fianchi, fino ad essere solo tu, sol io uniti. Pensare che costò tante pietre che trascina il fiume, la foce dell'acqua del Boroa, pensare che separati da treni e nazioni tu ed io dovevamo semplicemente amarci, confusi con tutti, con uomini e con donne, con la terra che pianta ed educa i garofani.”