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Quote by Douglas Adams

Work

The Salmon of Doubt: Hitchhiking the Galaxy One Last Time

This book is a compilation of essays and articles written by Douglas Adams, known for his work on the 'Hitchhiker's Guide to the Galaxy' series. It delves into a range of topics, including science, technology, and the human condition, offering readers a glimpse into the mind of one of the most imaginative and insightful writers of our time. more

Author

Douglas Adams
Douglas Adams

Douglas Adams was a British writer best known for his science fiction series 'The Hitchhiker's Guide to the Galaxy'. His work is celebrated for its unique humor and profound philosophical insights, making it a favorite among readers. Adams' novels often contain satirical commentary on modern society and deep reflections on the human condition. more

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“Ad altri l'universo sembra onesto. Sembra onesto alle persone oneste perché hanno gli occhi castrati. È per questo che temono l'oscenità. Non provano alcuna angoscia se sentono il canto del gallo o se si accorgono del cielo stellato. Generalmente, godono i «piaceri della carne» a condizione che siano scipiti. [...] La dissolutezza che io conosco non soltanto deve insozzare il mio corpo e i miei pensieri ma tutto ciò che immagino davanti ad essa e soprattutto l'universo stellato...”

“Comporre il poema della coscienza umana, foss'anche per un solo uomo, foss'anche per l'infimo degli uomini, significherebbe fondere tutte le epopee in un'epopea superiore e definitiva. La coscienza è il caos delle chimere, delle cupidigie e dei tentativi, la fornace dei sogni, l'antro delle idee di cui ci vergogniamo, il pandemonio dei sofismi, il campo di battaglia delle passioni. Penetrate in certe ore attraverso il liquido volto di un essere umano che riflette e guardate dentro, guardate in quell'anima, guardate in quell'oscurità. Sotto il silenzio esteriore, si svolgono là lotte di giganti come in Omero, zuffe di draghi e di idre e vi sono nugoli di fantasmi come in Milton, gironi popolati da visioni come in Dante. Cupo infinito che ogni uomo porta dentro di sé e sul quale regola disperato le volontà del suo cervello e gli atti della sua vita!”

“Se è da me che sei venuto, perché non mi hai salutato, ex esattore dei tributi?" proferì Woland severamente. "Perché non voglio la tua salute." "Dovrai fartene una ragione," ribatté Woland, e un sorriso di scherno gli torse la bocca. "Non hai fatto in tempo a comparire sul tetto, che già hai commesso uno sciocco errore, e ti dirò qual è: l'intonazione della tua voce. Hai pronunciato le tue parole come se non riconoscessi l'esistenza delle ombre, e nemmeno del male. Non vuoi invece essere così buono da riflettere sulla questione: che cosa avrebbe fatto il tuo bene, se non fosse esistito il male, e che aspetto avrebbe la terra se da lei scomparissero le ombre? Sono le cose e le persone che generano le ombre. Ecco l'ombra della mia spada. Ma ci sono anche le ombre degli alberi e degli esseri viventi. Non vorrai forse scorticare l'intera sfera terrestre, strappandole di dosso tutti gli alberi e tutto ciò che è vivo, per la tua fantasia di abbandonarti al godimento della nuda luce? Sei stupido." "Non starò a discutere con te, vecchio sofista," rispose Levi Matteo. "Non potresti comunque discutere con me, per la ragione che ti ho detto: sei stupido.”