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Quote by Raffaele Bruno, Fabio Vitale

“Chi vuole fare il medico solitamente immagina di fare il chirurgo. E all’inizio anch’io mi lasciai sedurre dall’immagine eroica del camice bianco che salva vite dopo ore interminabili in sala operatoria. Poi, tra medicina e chirurgia scelsi la prima: è un territorio d’indagine in continua evoluzione. Mi laureai nel 1991, l’epoca della lotta senza quartiere all’HIV e all’epatite C. Forse per quello mi ritrovai sul sentiero delle malattie infettive. Visto che si tratta spesso di patologie che colpiscono un gran numero di pazienti, mi feci conquistare anche dall’ idea che il mio lavoro potesse aiutare il prossimo, i più deboli e gli emarginati: sono le classi meno agiate la prima linea del fronte.”

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Raffaele Bruno, Fabio Vitale

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“È il 20 marzo. Questa mattina in ospedale si presenta un team di medici cinesi che ha affrontato la prima fase dell’emergenza a Wuhan. [...] Lu Ming, è a capo della delegazione. Vuole sapere: «Come organizzate i vostri turni di lavoro?». Gli rispondo che ogni turno è di sette o otto ore. È sorpreso: «I nostri turni sono di quattordici giorni. Restiamo due settimane in ospedale, lavoriamo e dormiamo lì. Poi per altri quattordici giorni rimaniamo chiusi in casa, in quarantena.”

“Nelle linee guida stilate dal National Institute for Health and Care Excellence per aiutare i medici inglesi a decidere chi dovrebbe ricevere per primo le cure durante la pandemia di Covid-19, sono stati previsti nove livelli, da very fit a terminally ill, e al settimo di questa impietosa classifica si trova anche chi soffre di disturbi cognitivi, includendo pazienti con autismo e altre disabilità intellettuali. Anche alcuni Stati americani, secondo le inchieste di ProPublica, testata online che fa giornalismo investigativo, avrebbero linee guida discriminanti: in Tennessee restano indietro le persone affette da atrofia muscolare; in Minnesota, da cirrosi epatica, malattie polmonari e problemi cardiaci; negli Stati di Washington, New York, Utah, Colorado e Oregon, si valuta «l’abilità fisica e intellettiva generale». In Alabama, il documento Scarce Resource Management recita testualmente che «i disabili psichici sono candidati improbabili per il supporto alla respirazione»”

“abbiamo cominciato a discutere della situazione sanitaria in generale e degli errori che secondo il nostro punto di vista sono stati fatti nella guerra contro il Covid-19. Errori di fondo, di impostazione, e quindi di concetto. Qual è la logica adesso? Se tu hai un male, qualsiasi male, vai dal migliore medico di riferimento in ospedale. Ma così si è lasciato sguarnito il territorio. «Ed è stato questo l’errore fondamentale» ho detto io. «Tutte le battaglie si vincono sul territorio: nelle elezioni, in politica, nelle guerre. Ha sempre vinto chi si è radicato sul territorio. Era la forza del Partito comunista negli anni Settanta e Ottanta, e adesso lo è della Lega. [..] Noi cosa abbiamo fatto invece? Sulla falsariga dei grandissimi agglomerati urbani, abbiamo centralizzato tutto, e adesso abbiamo centralizzato anche il virus, creando una bomba biologica.”

“But in spite of the stones it was marvellous to be working up on the Pian del Sotto: going out on to it while the morning star was still shining brilliantly in a sky that was the colour of blue-black ink; seeing the sun coming up behind Bismantova, below and far away, first illuminating the forest on the mountainside above, then flooding the plateau; sometimes rising behind dark clouds and then shining red through a hole in one of them, as if someone had opened the door of a furnace. And I liked being there when the sun was high overhead and torn white and grey clouds were racing over the mountain top from the west casting dark shadows on the pale fields, and hordes of starlings would swoop over them, and high over everything a goshawk as pale as the clouds and with wing-tips as ragged-looking as they were, soared on the wind which sighed in the trees like the wind in the rigging of a sailing-ship. And I liked it, too, when the sun had gone behind the mountain and everything on the plateau was in shadow and there was a smoky blueness in the woods which were still so green in the sunlight that it was difficult to believe that autumn had come and was well advanced.”