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Quote by Vincenzo Linarello

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manuale dell'etica efficace

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Vincenzo Linarello

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“Siamo istintivamente xenofobi: la diversità è vissuta come un possibile pericolo, un rischio, qualcosa di cui diffidare. […] Dunque, l'incontro con la diversità va gestito con il raziocinio, con l’intelletto, con il pensiero avanzato, con la conoscenza, con l’istruzione. Prima prendiamo atto dell'esistenza di una «parte cattiva» da gestire dentro noi stessi, meglio è, perché solo così inizieremo ad agire in prima persona per cambiare struttura alla nostra società.”

“Quando il sistema della «normalità» percepisce il tuo coming out, molto spesso ormai lo accetta o addirittura lo celebra. Ma da quel momento comincia a ridisegnare su di te una figura che corrisponda alla «sua» idea di omosessuale. Quale? Quella ancillare, subalterna, di servizio a chi incarna la figura del potere, del comando, del leader. Dal momento in cui dichiari di essere gay scatta un automatico incasellamento in un ruolo prestabilito dal mondo esterno, che decide come sarai: estroso, creativo, spiritoso, sensibile, di buon gusto, e fedelissimo spettegolatore su tutto ciò che accade intorno. Quello che nelle corti si definiva «cicisbeo».”

“L'idea del desiderio maschile come elemento di nascosta minaccia per la donna non è del tutto priva di fondamento: le cronache sono piene di casi in cui questa minaccia si trasforma effettivamente in dramma per molte donne. Ma assolutizzare questa prospettiva fino a normalizzarla o volerla vedere anche dove forse non c'è tradisce una visione distorta del rapporto sessuale tra uomo e donna, che appare solo come una lotta tra un sì e un no radicalizzati, tra un desiderio che si suppone ossessivo e una resistenza altrettanto radicale, disposta a soccombere piuttosto che essere sopraffatta. Questo schema affida all'uomo e alla donna i ruoli di cacciatore e di preda, una similitudine che implicitamente legittima l'uso di un metodo violento tra il soggetto forte e quello debole.”