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Quote by Genki Kawamura

“Se i film scomparissero dal mondo. Una cosa è il fenomeno per cui un oggetto sparisce dal mondo, un'altra è la realtà a esso collegata. In altre parole, quello che pesava maggiormente non era la scomparsa dell'oggetto fisico in sè, ma la portata della sua scomparsa. La scomparsa di qualcosa non può essere espressa in cifre. Anche gli oggetti più piccoli, impossibili da riconoscere a occhio nudo, nel loro piccolo potevano avere un impatto enorme sulle nostre vite al punto da stravolgerle da cima a fondo. Anche tutte le cose in apparenza superflue erano in realtà preziose per il mondo. Insieme, plasmavano i contorni delle figure umane. Io stesso sono l'insieme degli innumerevoli film che ho visto e dei ricordi che hanno evocato. Un insieme di sequenze in cui si vive, si piange, si grida, si ama. In cui si susseguono le belle canzoni, i paesaggi commoventi, le immagini nauseanti. Immagini che albergavano nel mio animo assieme alle persone che mi avevano accompagnato in quelle stesse avventure. Io sono i miei ricordi, i mille e più film visti fino a questo momento. Ogni singolo frammento di memoria era meraviglioso e commovente. Uno dopo l'altro, ho cominciato a disporli in sequenza e sgranarli al pari di un rosario. Stavo costruendo la mia corona di preghiera, dove speranza e disperazione erano tenute insieme da un filo. Non mi ci è voluto molto per comprendere che tutte le coincidenze della vita costituivano una sola, grande inevitabilità.”

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Work

If Cats Disappeared from the World

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Author

Genki Kawamura

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“Che differenza c'è fra occhi che possiedono uno sguardo e occhi che ne sono sprovvisti? Questa differenza ha un nome: si chiama vita. La vita inizia laddove inizia lo sguardo. [...] Lo sguardo è una scelta. Chi guarda decide di soffermarsi su una determinata cosa e di escludere dunque all'attenzione il resto del proprio campo visivo. In questo senso lo sguardo, che è l'essenza della vita, è prima di tutto un rifiuto. Vivere vuol dire rifiutare. Chi accetta ogni cosa non è più vivo dell'orifizio di un lavandino. Per vivere bisogna essere capaci di non mettere sullo stesso piano, al di sopra di se stessi, la mamma e il soffitto. Bisogna rinunciare a uno dei due e decidersi di interessarsi o alla mamma o al soffitto. L'unica scelta sbagliata è quella di non fare una scelta.”

“Dare un senso alla vita è il filo rosso del cambiamento. Quando si parla di cambiamento, molte persone pensano a qualcosa di enorme, di radicale; ma i grandi cambiamenti della vita iniziano da piccole trasformazioni, in apparenza insignificanti. L'aspetto più complicato non è fare le cose una volta, è farle tutte i giorni. "Noi siamo quel che facciamo ripetutamente" diceva Aristotele. Diventare persone migliori, più felici ed equilibrate richiede fatica e sforzi costanti. La difficoltà non sta nel sapere cosa bisognerebbe fare meglio, ma nell'impeganrsi con convinzione e nel passare finalmente dalla teoria alla pratica". "Mi fa un po' paura, ma ho davvero voglia che le cose si sblocchino un po'... Sul come, però, ho le idee più confuse". "E' un classico. Le propongo di mettere nero su bianco tutto quello che vorrebbe cambiare nella sua vita. Intendo proprio tutto, dalle cose più insignificanti a quelle più essenziali. Io credo nelle possibilità di riuscita di ciascuno, a patto che rispetti la sua personalità e i suoi valori profondi. Basta costruire un progetto di vita che sia in armonia con ciò che siamo veramente. Questo richiede un grande impegno, metodo e molti sforzi. Ma che ricompensa, alla fine!”