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Quote by Giulia Caminito

“Da questa nuova posizione, da questo minuscolo gradino, io mi sento sollevata, dall’alto sono felice di stabilire distanze e monitorare che vengano riconosciute le differenze. Va bene che affondino gli altri, che vengano attribuite colpe inventive e immaginarie, l’importante è che io resti e galleggi, che io affiori in superficie.”

Quote by Giulia Caminito

Work

L'acqua del lago non è mai dolce

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Author

Giulia Caminito

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“Io, Agata e Carlotta sedute sulla panchina della stazione, la foto scattata con una macchinetta usa e getta, e così sembriamo noi: utilizzate e buttate via, stropicciate, consumate, pronte al riciclo. Ci sono almeno due persone morte là dentro e una sono io, penso, la mia controfigura dodicenne che odia le sue orecchie, detesta fare il bagno in piscina ed è perseguitata da un ragazzino dai capelli ricci, quella a cui ancora devono tagliare le corde della racchetta, quella che ancora deve diventare maligna, per lei provo pena e ribrezzo, da lei mi separano viaggi interstellari, vagabondaggi da qui a Saturno.”

“Ora è distante e malefica, mi pungola il suo sguardo, quelle moine che all’improvviso mi danno malanno, sono io la prima a ritrarmi e a interporre antipatie, proprio quando la nostra amicizia è in pericolo e qualcuno di più seducente di me la sta per irretire, io non so farmi piacevole, non so camuffarmi da santa protettrice, ma sputo fiamme e alzo muraglia.”

“Iris ha gli occhi lucidi mentre mi elenca i motivi per cui mi vuole bene, ha compilato una lista – in basso a destra – dice che sono intelligente, affidabile, fedele e coraggiosa. Proprio l’ultima parola mi colpisce come sputo sulla fronte, rende il nostro legame nullo, le mie confessioni silenzi. Io non voglio essere nessuna di queste cose, non voglio aggettivi per me, non voglio lacrime, non voglio feste o cartelloni: le mie parentesi quadre sono vuote, non ho radici latine, sanscrite, francesi, non ho prefissi o suffissi, sono una definizione mancata.”

“Questa generazione di adolescenti è più rapida delle precedenti, entra in contatto con molto più mondo in molto meno tempo, conosce più cose della mia, ma ha anche un punto debole: ha meno criteri di decodifica dei messaggi, non sa da dove si prenda il mondo, indossa la realtà spesso al contrario, come una maglietta in cui non si distingue il davanti dal dietro, l'esterno dall'interno. Trova la soluzione a furia di provare e riprovare, se non si scoraggia prima. Abbiamo dato loro tutto per godere la vita, ma non abbiamo dato loro una ragione per viverla. Abbiamo scambiato la felicità con il benessere, i sogni con i costumi.”

“Quando si è giovani-parlo per me almeno-si vogliono provare sentimenti simili a quelli di cui leggiamo nei libri. Passioni che ti sconvolgono la vita, che creano e definiscono una realtà nuova. Più tardi, mi pare, vogliamo dai sentimenti qualcosa di più pratico e modesto: che siano di sostegno alla nostra vita per come è diventata e si manifesta. Vogliamo che ci garantiscano che va tutto bene. E che c'è di male in questo? da "Il senso di una fine”

“A ventidue anni aveva avuto conferma di una cosa che alcuni muoiono senza capire mai, ovvero che arriva per tutti un momento a partire dal quale o la tua vita la vivi tu oppure qualche abusivo si sentirà in diritto di occuparla e farne ciò che vuole al posto tuo. Farlo sgomberare poi non sarà impossibile, ma sarà estremamente difficile e costoso.”

“La paura, di cui questo libro contiene tracce ricorrenti nelle testimonianze dei suoi protagonisti (la paura del giudizio, la paura del fallimento, la paura di non divenire, la paura di affrancarsi, la paura di avere troppa paura, la paura della fine del mondo, la paura di essere se stessi anziché perfetti), è la nemica giurata del futuro.”