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Quote by Joan Bauer

Work

Hope Was Here

This novel follows a teenage girl as she adjusts to living in a new community and becomes involved in local civic life. The story explores themes of hope, resilience, and the importance of civic engagement through the perspective of a young protagonist. more

Author

Joan Bauer
Joan Bauer

Joan Bauer is an American writer known for her works in children's and young adult literature. Her books often address social issues such as poverty, discrimination, and environmental protection. Born on July 12, 1951, Bauer graduated from Southern Illinois University with a Bachelor of Arts in English Literature. more

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“She was always threatening to move to be nearer to Rosie and the boys, but Wisconsin was- obviously, nonnegotiably, self-evidently-too cold. So she stayed in Pheonix and held the weather to her heart as a talisman, clutched to her breast against all counteroffers. But she came up for the summers. Pheonix's weather need not be clutched to the breast for June through September.”

“E lì, nel mezzo del mio salotto, c’era un coyote a quattro zampe con il pelo giallastro; la porta d’ingresso era ancora spalancata. Rimasi pietrificato. Il coyote alzò la testa, mi studiò per qualche secondo e sollevò una zampa tinta di bianco per grattare l’aria tra noi. Non saprei dire quanto siamo rimasti in quella posizione ad annusarci, ma alla fine ho avuto il buon senso di dire con voce tagliente: «Vattene, via, sciò.» Temevo che la mia voce non avrebbe funzionato. E il coyote lo fece, voltandosi lentamente come un cane che aveva ricevuto una ramanzina; tornò verso la porta principale in quella che era diventata un’andatura spavalda, prima di lanciarsi in una corsa vera e propria sulle strisce di prato che separavano la casa dal vialetto e di infiltrarsi nell’erba alta dove vidi il suo pelo bianco-giallo spuntare di tanto in tanto in mezzo ai fiori selvatici. Poi chiusi la porta col lucchetto, una cosa che faccio raramente, eppure la feci. Mi sedetti, e rimasi immobile a lungo. Mi fissai le mani. Mi sentivo vivo, sentivo ogni fibra del corpo che vibrava, ogni atomo energizzato, il sangue che scorreva spavaldo. Vivo qui, ho scelto di vivere qui, perché qui la vita mi sembra reale. Autentica, genuina... non lo so, fattibile. Magari si sentono tutti così, magari no.”