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Quote by Italo Svevo

Work

La coscienza di Zeno / Senilità

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Author

Italo Svevo
Italo Svevo

Italian writer known for his unique psychological portrayals and realistic style. Svevo's works delve into the inner world of humans, particularly focusing on the loneliness and struggles of individuals. more

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“Mi mancava. Non era come la mancanza di Gregor, il destino sterzato, l’annullamento di ogni promessa, non era così grave. Era una smania. [...] Al posto di Ziegler avrebbe potuto esserci chiunque, questo pensavo. Ho fatto l’amore con lui perché da troppo tempo non lo facevo. [...] A mancarmi non era Albert Ziegler, mi dicevo. È il mio corpo. Ora di nuovo abbandonato, di nuovo autarchico.”

“— Perché mi hai dato questo desiderio di vivere? Perché mi hai fatto questo?— Perché lo desideravo. Non basta?— Sì, basta. Ma se un giorno tu non lo desiderassi più? Che farei, allora? Pensa se tu mi portassi via questa felicità mentre sono distratta…— Per perdere la mia? Chi sarebbe tanto sciocco? — Non sono abituata alla felicità — disse. — Mi fa paura. — Non avere mai paura. E se hai paura non dirlo a nessuno. — Lo capisco. Ma provarci non mi aiuta. — Che cosa ti aiuterebbe? — Non rispondeva mai a questa domanda; poi una notte sussurrò: — Se potessi morirei adesso, mentre sono felice. Lo faresti? Non dovresti uccidermi. Dimmi di morire e io morirò. Non mi credi? Allora prova, prova, dimmi muori e guardami morire. — Muori allora! Muori! — La guardai morire molte volte. Nel mio modo, non nel suo. In pieno sole, nell’ombra, al chiaro della luna, a lume di candela. Nei lunghi pomeriggi quando la casa era vuota. C’era soltanto il sole a tenerci compagnia. Lo chiudevamo fuori. E perché no? Ben presto lei fu presa quanto me da quel che si chiama amare — in seguito, più perduta e vinta di me.”

“Una volta sposati non si discute più d'amore e, quando si sente il bisogno di dirne, l'animalità interviene preso a rifare il silenzio. Ora tale animalità può essere divenuta tanto umana da complicarsi e falsificarsi, ed avviene che, chinandosi su una capigliatura femminile, si faccia anche lo sforzo di evocarvi qualcosa che non c'è. Si chiudono gli occhi e la donna diventa un'altra per ridivenire lei quando si abbandona”

“Essa subito decise, perché afferrò la mia mano per trattenermi più sicuramente e mi fece entrare. L’emozione m’oscurò la vista e ritengo sia stata provocata non tanto dal dolce contatto di quella mano, ma da quella familiarità che mi parve decidesse del mio e del destino di Augusta. Perciò credo di essere entrato con qualche riluttanza e, quando rievoco la storia del mio primo tradimento, ho il sentimento di averlo compiuto perché trascinatovi.”

“Fu un vero raccoglimento il mio, uno di quegl’istanti rari che l’avara vita concede, di vera grande oggettività in cui si cessa finalmente di credersi e sentirsi vittima. In mezzo a quel verde rilevato tanto deliziosamente da quegli sprazzi di sole, seppi sorridere alla mia vita ed anche alla mia malattia. La donna vi ebbe un’importanza enorme. Magari a pezzi, i suoi piedini, la sua cintura, la sua bocca, riempirono i miei giorni. E rivedendo la mia vita e anche la mia malattia le amai, le intesi! Com’era stata più bella la mia vita che non quella dei cosidetti sani, coloro che picchiavano o avrebbero voluto picchiare la loro donna ogni giorno salvo in certi momenti. Io, invece, ero stato accompagnato sempre dall’amore. Quando non avevo pensato alla mia donna, vi avevo pensato ancora per farmi perdonare che pensavo anche alle altre. Gli altri abbandonavano la donna delusi e disperando della vita. Da me la vita non fu mai privata del desiderio e l’illusione rinacque subito intera dopo ogni naufragio, nel sogno di membra, di voci, di atteggiamenti più perfetti.”