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Quote by Nicolas Bouvier

“Durante i miei anni di studio avevo onestamente fatto della "cultura" preconfezionata, del giardinaggio intellettuale, analisi, glosse, innesti; avevo esaminato minuziosamente alcuni capolavori, ma senza accorgermi del valore dell'esorcismo di quei modelli, perché da noi la stoffa della vita è così ben tagliata, ordinata, cucina dall'abitudine e dalla istituzioni che, in mancanza d'altro spazio, l'invenzione è confinata, in funzioni decorative e non ha compiti diversi dal "produrre divertente", e cioè tutto e nulla. Qui le cose andavano diversamente; la mancanza del necessario stimola, in certe situazioni, l'appetito dell'essenziale. La vita, ancora indigente, fin troppo aveva bisogno di forme e gli artisti - e includo nel termine tutti i contadini che sanno tenere un flauto o pitturano le loro carrette di sontuosi amalgami di colore - erano rispettati come intercessori, come guaritori.”

Quote by Nicolas Bouvier

Work

The Way of the World

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Author

Nicolas Bouvier
Nicolas Bouvier

Nicolas Bouvier, born on March 6, 1929, was a renowned Swiss travel literature writer. His works are known for their unique perspective and profound insights into interpersonal relationships during travel. more

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“In una società ricca, la gente non è costretta a lavorare manualmente e si dedica all'attività intellettuale. Aumentano le università e aumentano gli studenti. Per potersi laurerare, bisogna trovare argomenti per le tesi di laurea. Gli argomenti sono una quantità infinita perché è possibile scrivere tesi su ogni cosa al mondo. Risme su risme di fogli scritti si accumulano negli archivi, che sono più tristi dei cimiteri, perché non ci entra nessuno nemmeno il giorno dei morti. La cultura scompare nell'abbondanza della sovrapproduzione, nella valanga dei segni, nella follia della quantità. Ecco perché ti dico che un libro vietato nel tuo vecchio paese significa infinitamente di più dei miliardi di parole vomitati dalle nostre università.”

“Quando as instituições extrativas criam grandes desigualdades na sociedade e uma grande riqueza e um poder sem limitações para os que detêm o controlo, haverá muitos que desejarão lutar para assumir o controlo do Estado e das instituições. Então, as instituições extrativas não só prepararão o caminho para o novo regime, que será ainda mais extrativo, como gerarão lutas intestinas e guerras civis contínuas. Depois, essas guerras civis geram mais sofrimento humano e destroem também a pequena centralização do Estado que essas sociedades atingiram. Amiúde, isto inicia também um processo descendente para a anarquia, a falência do Estado e o caos político, destruindo qualquer esperança de prosperidade económica.”