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Quote by Sibyl von der Schulenburg

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La porta dei morti

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Sibyl von der Schulenburg

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“Da adolescente aspiravo all’infinito. Non lo sapevo, non me lo formulavo così, ma si trattava di questo. Non ho fatto altro che pagare, per tale aspirazione, ciò che la vita mi ha richiesto. Ed è giusto che si paghi per un’illusione così smisurata, per le ansie senza limiti. Solo molto più tardi scoprirò che l’infinito è soltanto la ricerca dell’infinito. E che le mie furono sempre piccole ansie d’infinito.”

“Il Passato mi incuriosisce più del Futuro e non mi stancherò mai di sostenere che il Futuro è un’ipotesi, una congettura, una supposizione, cioè una non realtà. Tutt’al più, una speranza alla quale tentiamo di dar corpo coi sogni e le fantasie. Il Passato invece è una certezza, una concretezza, una realtà stabilita. Una scuola dalla quale non si prescinde perché, se non si conosce il Passato, non si capisce il Presente e non si può tentare d’influenzare il Futuro coi sogni e le fantasie. E poi ogni aspetto sopravvisuto al passato è prezioso perchè porta in sè un’illusione di eternità. Perchè rappresenta una vittoria sul Tempo che logora e appasisce e uccide, una sconfitta della Morte.”

“Ti rendi conto che il passato, compreso quello più recente, è stato abolito? Se mai sopravvive da qualche parte, è in oggetti concreti e privi di un nome che li definisca, come quel pezzo di vetro. Noi già non sappiamo praticamente nulla della Rivoluzione e degli anni che l'hanno preceduta. Tutti i documenti sono stati distrutti o falsificati, tutti i libri riscritti, tutti i quadri dipinti da capo, tutte le statue, le strade e gli edifici cambiati di nome, tutte le date alterate, e questo processo è ancora in corso, giorno dopo giorno, minuto dopo minuto. La storia si è fermata. Non esiste altro che un eterno presente nel quale il Partito ha sempre ragione.”

“Armanoush le guardò una per una una, confusa. Era sollevata nel vedere che non avevano preso male la storia, ma a quel punto cominciava a dubitare che l'avessero davvero compresa. Certo, non si erano rifiutate di crederle e neppure l'avevano attaccata con argomentazioni contrarie: anzi, l'avevano ascoltata con grande attenzione e sembravano colpite, Ma era tutta lì la loro commiserazione? E, di preciso, lei cosa si era spettata da loro? Armanoush non sapeva cosa pensare, e si chiedeva se parlandone con un gruppo di intellettuali avrebbe ottenuto una reazione diversa. Lentamente si rese conto che forse si era aspettata un'ammissione di colpa, se non addirittura delle scuse. Però quelle scuse non erano venute, e non perché le sue ospiti non fossero partecipi, ma perché non vedevano nessun collegamento fra loro e il crimine che era stato perpetrato. Come armena, Armanoush incarnava lo spirito della propria gente da generazioni e generazioni, mentre a quanto pareva il popolo turco non possedeva la stessa nozione di continuità con la propria ascendenza. Armeni e turchi vivevano in ordinamenti temporali diversi. Per i primi, il tempo era un continuum in cui il passato viveva nel presente e il presente generava il futuro. Per i secondi, invece, il tempo sembrava essere una linea spezzata: a un certo punto il passato finiva, e da quel punto cominciava il presente, e in mezzo non c'era altro che uno strappo.”

“Hoje entendo bem meu pai. Um homem precisa viajar. Por sua conta, não por meio de histórias, imagens, livros ou TV. Precisa viajar por si, com seus olhos e pés, para entender o que é seu. Para um dia plantar as suas próprias árvores e dar-lhes valor. Conhecer o frio para desfrutar do calor. E o oposto. Sentir a distância e o desabrigo para estar bem sob o próprio teto. Um homem precisa viajar para lugares que não conhece para quebrar essa arrogância que nos faz ver o mundo como o imaginamos, e não simplesmente como é ou pode ser; que nos faz professores e doutores do que não vimos, quando deveríamos ser alunos, e simplesmente ir ver. Não há como não admirar um homem – Cousteau, ao comentar o sucesso do seu primeiro grande filme: “Não adianta, não serve para nada, é preciso ir ver.” Il faut aller voir. Pura verdade, o mundo na TV é lindo, mas serve para pouca coisa. É preciso questionar o que se aprendeu. É preciso ir tocá-lo.”

“Viva donde viva, viva como viva, viva cuando viva, cada persona contiene a muchas personas posibles, y es el sistema de poder, que nada tiene de eterno, quien cada día invita a salir a escena a nuestros habitantes más jodidos, mientras impide que los otros crezcan y les prohíbe aparecer. Aunque estamos mal hechos, no estamos terminados; y es la aventura de cambiar y de cambiarnos la que hace que valga la pena este parpadeo en la historia del universo, este fugaz calorcito entre dos hielos, que somos nosotros.”