Quotessence
Home / Quotes / Quote by Banana Yoshimoto

Quote by Banana Yoshimoto

“All'estremità del ponte c'erano delle piccole strisce di terra su cui, esposta alla dolce brezza notturna, era fiorita una moltitudine di fiori bianchi. Ogni volte che, flessi dal vento, ondeggiavano tutti insieme, per qualche istante restava un'immagine bianca, proprio come succede nei sogni.”

Quote by Banana Yoshimoto

Work

Goodbye Tsugumi

Goodbye Tsugumi is a work of fiction by Japanese author Banana Yoshimoto. The story is narrated by Maria, who returns to her family's seaside inn to spend time with her cousin Tsugumi, a fiercely independent and often difficult young woman who suffers from a chronic illness. Set against the backdrop of a fading coastal resort, the novel explores themes of family bonds, the pain of change, and the bittersweet nature of farewells. Through Maria's memories and observations, the narrative captures the intensity of Tsugumi's personality and the emotional weight of a last shared summer before the inn closes and the cousins' lives diverge. The book is known for its lyrical prose and gentle, melancholic atmosphere. more

Author

Banana Yoshimoto
Banana Yoshimoto

Banana Yoshimoto is a Japanese writer celebrated for her minimalist and introspective style. Born on July 24, 1964, she gained prominence in the 1990s with her novel 'Kitchen'. Yoshimoto's works often delve into themes of loneliness, youth, and the complexities of human relationships. more

You May Also Like

“Forse la verità è che i sogni non s'infrangono, si sgretolano, e il più delle volte succede per distrazione, perché per qualche ragione ci si dimentica proprio di averli, dei sogni. Allo stesso modo, non c'è un momento in cui i sogni si avverano. Semplicemente si costruiscono, e col tempo ci si accorge che non sono affatto sogni, sono progetti concreti, tutto qui.”

“Sognò alberi che gelavano, che esplodevano nella notte; sognò lupi al galoppo lungo un crinale e labirinti in miniatura sotto la neve. Forse, pensò in seguito, erano in realtà i sogni degli insetti, che percorrevano l’aria gelida tra lui e loro lungo fili invisibili. Forse erano lì da sempre e solo ora riusciva a sintonizzarcisi, come se si trovasse ancora sulla spiaggia e vagasse tra le frequenze con la radiolina a onde corte. I sogni da letargo degli insetti: cristalli di ghiaccio sotto l’esoscheletro, dentro i minuscoli organi, il sangue sospeso in filigrane, coroncine, diademi. Ognuno a sognare il giorno in cui sarebbe arrivato il disgelo, in cui il sole li avrebbe raggiunti nel tronco o bozzolo o galleria e li avrebbe accesi come una lampada.”