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Quote by Davide Maria De Luca

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Bergamo e la marea

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Davide Maria De Luca

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“Fino al 21 febbraio, quando venne scoperto il primo caso caso di Codogno, l'attività nell'ospedale di Alzano Lombardo era proseguita in modo normale, senza che venissero adottate particolari cautele. [..] Codogno cambiò tutto. Con la scoperta del primo caso di coronavirus a solo cinquanta chilometri da Bergamo, le numerose polmoniti che si stavano diffondendo tra i pazienti del Pesenti Fenaroli e il personale sanitario iniziarono a sembrare qualcosa di diverso e inquietante. [..] Per evitare il panico, venne deciso di attendere l'esito della riunione prima di dare ufficialmente la notizia. Nel caos che seguì, le autorità si dimenticarono di farlo e l'esistenza di quel primo paziente positivo emerse soltanto mesi dopo.”

“She told the audience that they were going to make a fine old chestnut, Baked Alaska. "First you have to have a soft meringue, at just the perfect stage." The camera went in for a close-up of the meringue. "We have six egg whites, superfine sugar, and vanilla, with some cream of tartar to keep them stable. Are they ready, Danny?" "Not quite," he said and ran the machine for a few seconds. "There." He removed the bowl and held it out for Sally to see. "Stiff, but not dry," she said. "But we'd better be sure." And she rested an egg on the whites and told the audience that it should sink in exactly one inch. "Perfect. Let's put the Baked Alaska together." Sally brushed the cake with rum-flavored sugar syrup while Danny explained what it was; then Danny turned the ice cream out on top of the cake and Sally pulled off the plastic wrap. They filled their pastry bags and swirled on the meringue. Sally beamed at Danny and said that everyone should cook with a friend. "It's so much more fun." Danny dusted the cake all over with powdered sugar and then reached under the counter and pulled out a blowtorch. Sally looked at it and said, "Huh," then pulled out a blowtorch twice the size and grinned at Danny. "Yours is kind of small. Can it do the job?" "We'll see," he said and together they torched the dessert.”

“Venezia, la campana Marangona batte il tocco delle sette, in cima al campanile di San Marco. Se all'ora del vespro ti capita di restare solo lassù, se nel posto più frequentato del mondo riesci a trovare anche un solo istante di solitudine, allora sentirai il muezzin, dall'altra parte del Bosforo. Da Venezia, l'Oriente è una pulsazione vicinissima. Stasera dal campanile sento perfettamente Istanbul, con la notte che scende sui minareti, la luna crescente, il favoloso Altrove dell'Asia. L'Anatolia, il Mar Nero, il Caucaso degli astuti armeni e dei misteriosi azeri. Se questo mare - scrive il croato Predrag Marvejevic - è un golfo veneziano, e se quel golfo è un riassunto del Mediterraneo, allora quella geografia di canali, isole e barene non può essere che il riassunto del mondo, un concentrato di diversità. Niente come l'Adriatico, in questi giorni di guerra ed esodi di massa, ti dice che l'Europa altro non è che una penisola dell'Asia e che lì, a due passi, oltre le isole dalmate, comincia un altro mondo, un mondo che preme da millenni. Una terra inquieta, madre di tutte le migrazioni.”

“Venezia mi piace perché sembra un grande salotto disordinato in cui niente di realmente brutto può succedere. Un posto dove ci sono le idroambulanze non è un posto serio. In senso buono: non è un posto dove la gente soffre e muore, ecco. Ci sono le idroambulanze! È come se ti portassero in ospedale con il tappeto volante: è chiaro che quella storia della morte è tutta una fesseria.”

“In ogni città di questo mare c'era un quartiere per gli ospiti: a Cagliari, a Napoli, a Marsiglia, a Palermo; Costantinopoli spaccata in due è un arancia, ogni spicchio è un'etnia, una religione, un pezzo di città tutta insieme diversa. Non ho mica detto che è facile, non voglio far polemiche. Dico che è possibile ascoltare altre lingue senza prendere paura. Nostrani e foresti? Ma questa era una città che nella sua storia aveva un quartiere per ognuno! Un fondaco, un "funduq" per i turchi, uno agli alemanni, uno ai boemi, uno agli armeni, uno ai livornesi, uno ai genovesi, uno agli ebrei...”